Si tratta di una misura cautelare coercitiva, introdotta nel 2009 a tutela delle vittime di stalking. Il giudice ordina al destinatario di non avvicinarsi alla vittima, di non frequentare i luoghi da lei abitualmente frequentati e di non comunicare con lei. In caso di trasgressione, l’autore rischia un inasprimento della misura, fino alla custodia cautelare in carcere.
L’ uomo è accusato di aver maltrattato la ex convivente, dalla quale ha avuto un figlio; di averla diffamata su un social network quando lei ha troncato la relazione; di averla perseguitata anche dopo la separazione, con appostamenti, minacce ed incursioni sul luogo di lavoro; di averle rubato un telefono cellulare per prendere visione dei messaggi sui social che la donna aveva memorizzato sul telefonino.
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