L’immobile, che era stato dichiarato non utilizzabile per motivi di sicurezza in piena emergenza sismica, è stato oggetto di un radicale intervento di demolizione e ricostruzione. Lo stabile, composto da due unità abitative, è stato restituito alla piena agibilità grazie a un meticoloso lavoro di ripristino che ha seguito i più moderni standard di sicurezza sismica.
L’opera di ricostruzione è stata resa possibile anche grazie a un contributo pubblico di 570 mila euro concesso dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR) della Regione Marche. Il finanziamento ha permesso di coprire le spese per l’abbattimento della vecchia struttura danneggiata e la successiva edificazione del nuovo immobile.
Il provvedimento del sindaco è giunto a seguito della presentazione della dichiarazione di fine lavori da parte di un tecnico incaricato dalla proprietà. Documentata la conformità dell’opera e il ripristino delle condizioni di sicurezza, il primo cittadino ha potuto annullare l’atto con cui era stato vietato l’utilizzo dell’edificio.
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