L’Assegno di Inclusione (ADI), continua a rappresentare un importante strumento di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale.
Negli ultimi mesi, l’attenzione si è concentrata su un nuovo incentivo legato all’ADI, che prevede un contributo straordinario fino a 3.000 euro per chi decide di intraprendere un’attività autonoma, oltre alle recenti novità normative che ne hanno modificato i requisiti di accesso e gli importi erogati, in particolare con la Legge di Bilancio 2024 e le successive modifiche del 2025.

L’Assegno di Inclusione si distingue da altre misure assistenziali perché è concepito non solo come un supporto economico temporaneo, ma come un vero e proprio percorso di inclusione sociale e lavorativa. Il beneficiario è infatti tenuto a sottoscrivere un Patto di Attivazione Digitale (PAD), volto a favorire l’autonomia economica attraverso percorsi di formazione e politiche attive del lavoro.
Dal 2024, l’ADI prevede una durata massima di 18 mesi per il primo ciclo di erogazione, rinnovabile per ulteriori periodi di 12 mesi, con una sospensione obbligatoria di un mese tra un ciclo e l’altro. Recentemente, l’INPS ha avviato l’erogazione di un bonus ponte da 500 euro destinato alle famiglie che hanno terminato il primo ciclo di 18 mensilità nel corso del 2025, per agevolare la continuità del sostegno in attesa del rinnovo. Tale bonus, che non va oltre i 500 euro mensili, viene corrisposto insieme alla prima mensilità di rinnovo e riguarda circa 506 mila nuclei familiari.
I nuovi requisiti economici, stabiliti dalla legge di bilancio 2025, hanno elevato le soglie di ISEE e reddito familiare per poter accedere all’ADI: l’ISEE massimo è passato da 9.360 a 10.140 euro annui, mentre il reddito familiare ha subito incrementi significativi, differenziati anche in base alla presenza di anziani o persone non autosufficienti nel nucleo.
Il beneficio addizionale per chi avvia un’attività autonoma
Una delle novità più rilevanti riguarda il cosiddetto beneficio addizionale, un incentivo economico una tantum che può arrivare fino a 3.000 euro. Questo contributo è destinato ai beneficiari dell’ADI che decidono di iniziare un’attività in proprio, come lavoro autonomo, impresa individuale o partecipazione a società cooperative.
Diversamente da una semplice integrazione mensile, questo incentivo mira a coprire i costi iniziali legati all’avvio di un’attività economica: apertura della Partita IVA, spese amministrative, investimenti iniziali e costi fissi. Il beneficio è erogato solo se l’attività viene avviata entro i primi 12 mesi dalla fruizione dell’Assegno di Inclusione, una clausola che sottolinea l’importanza di un intervento tempestivo nel processo di inclusione lavorativa.
Il contributo corrisponde a sei mensilità dell’ADI, con un tetto massimo di 500 euro per mensilità, erogate in un’unica soluzione. Inoltre, chi apre una Partita IVA può usufruire della riduzione del 50% dei contributi INPS prevista dalla Legge di Bilancio 2024, oltre al regime forfettario agevolato al 5% per i primi cinque anni, previsto dalla Legge n. 190/2014. Queste misure combinate alleggeriscono notevolmente il carico fiscale e contributivo per i neo-imprenditori, trasformando l’ADI in uno strumento non solo di sostegno ma anche di stimolo all’autoimprenditorialità.

Per accedere all’Assegno di Inclusione e ai relativi benefici, il richiedente deve soddisfare una serie di requisiti di cittadinanza, residenza e situazione economica. È necessario essere residenti in Italia da almeno 5 anni (con almeno 2 anni di residenza continuativa) e appartenere a un nucleo familiare con un ISEE non superiore a 10.140 euro. Il reddito familiare deve inoltre rientrare in precise soglie, differenziate in base alla composizione del nucleo e alla presenza di persone con disabilità o non autosufficienti.
L’adesione a percorsi personalizzati di inclusione sociale e lavorativa è obbligatoria e monitorata tramite il Patto di Attivazione Digitale. L’erogazione avviene tramite una carta elettronica dedicata, la Carta ADI, con pagamenti mensili secondo un calendario definito dall’INPS. Per il 2025, le mensilità di rinnovo vengono corrisposte entro la fine dell’anno, con date specifiche per ogni mese, e sono previste verifiche periodiche per il mantenimento dei requisiti.
In caso di esaurimento del ciclo di 18 mesi, i beneficiari possono presentare domanda di rinnovo a partire dal 1° luglio 2025, con una sospensione di un mese tra i cicli. L’INPS invia notifiche via SMS per informare gli interessati e snellire le procedure di rinnovo, evitando la necessità di sottoscrivere nuovamente il Patto di Attivazione Digitale se non vi sono variazioni nel nucleo familiare.




