Negli ultimi anni, infatti, la coltura della canapa industriale in Italia sta prendendo sempre più piede, anche grazie alla normativa per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa. Attualmente 4000 sono gli ettari di superfici coltivate a canapa che offrono una quantità notevole di biomassa utilizzabile dall’industria in diversi settori merceologici. Una prospettiva interessante per l’impiego dei derivati della canapa riguarda il settore agroalimentare quali strumenti alternativi per il controllo ecosostenibile degli insetti fitofagi.
Un lavoro di ricerca dei professori Maggi e Nabissi, condotto in collaborazione con l’Islamic
Tale effetto è risultato simile a quella di altri insetticidi di origine sintetica utilizzati negli allevamenti intensivi di polli per uccidere i parassiti e che hanno destato preoccupazione per via della sua tossicità per la salute umana.
Nello studio inoltre è stato messo in evidenza il ruolo principale di due molecole dell’olio essenziale di canapa, attualmente riconosciute come additivi alimentari dall’FDA-Food and Drug Administration, e l’attività ovo-larvicida nei confronti di un parassita di diversi animali domestici e vettore del virus della febbre emorragica Congo-Crimea.
“Siamo naturalmente molto soddisfatti – hanno sottolineato i professori Maggi e Nabissi – per i risultati ottenuti dal nostro lavoro di ricerca, risultati che aprono delle prospettive interessanti per i derivati della canapa industriale quali ingredienti di formulazioni eco-sostenibili efficaci per il contenimento dell’acaro e rispondenti alle richieste dei consumatori di prodotti esenti da residui chimici nocivi”.
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