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Giorno del Ricordo: la cerimonia a San Severino Marche

SAN SEVERINO MARCHE – La Città di San Severino Marche è tornata ad onorare solennemente il Giorno del Ricordo, la ricorrenza istituita per conservare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, nonché dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati.

Nonostante la pioggia abbia costretto i partecipanti a spostarsi all’interno del teatro Italia subito dopo la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti di via Roma, la cerimonia ha visto una partecipazione molto sentita.

Protagonisti della Giornata sono stati gli studenti dell’Istituto comprensivo “P. Tacchi Venturi”, dell’Istituto Tecnico Tecnologico “Eustachio Divini” e dell’Istituto Professionale “Ercole Rosa”.

Nel suo intervento il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha sottolineato l’urgenza morale della memoria: “Celebrare questa Giornata significa squarciare il velo di silenzio che per troppi decenni ha avvolto una delle pagine più dolorose e dimenticate della nostra storia nazionale. Migliaia di italiani furono uccisi nelle foibe, che divennero tombe senza nome, e 350mila persone furono costrette all’esodo, subendo spesso l’umiliazione di essere guardati con sospetto in una patria che faticava a riconoscerli”.

Richiamando le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il sindaco ha ribadito che il Giorno del Ricordo non è un rito, ma un atto di giustizia: “L’orrore delle foibe è figlio di una sciagurata ideologia che nega il valore della persona. Riconoscere il male commesso è l’unico modo per garantire che certi orrori non si ripetano e per costruire una pacificazione nazionale basata sul riconoscimento pieno della dignità”.

A seguire la testimonianza della professoressa Fabiola Cecchetti, rappresentante dell’Associazione Unione degli Istriani, che ha ripercorso i duemila anni di italianità delle terre adriatiche, citando anche il legame storico e letterario sancito da Dante Alighieri.

La professoressa Cecchetti ha ricordato il trentesimo anniversario della legge istitutiva del Giorno del Ricordo e ha rievocato episodi brutali come la strage di Vergarolla del 1946, definendola “la più grande strage mai avvenuta nella storia della Repubblica italiana, oggi quasi dimenticata”. Ha inoltre reso omaggio alla figura eroica del dottor Geppino Micheletti e al martirio di Norma Cossetto, denunciando come ancora oggi persistano episodi di negazionismo e vandalismo contro i monumenti commemorativi.

“Furono 79 i cittadini marchigiani che sparirono al confine orientale in quei tragici giorni” – ha ricordato Cecchetti, concludendo con un appello agli studenti: “Parlatene, leggete, studiate perché questa pagina non si dimentichi”.

Alla cerimonia hanno preso parte il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, gli assessori Vanna Bianconi, Sara Clorinda Bianchi e Michela Pezzanesi, i consiglieri comunali Alberto Capradossi, il consigliere comunale e provinciale Tiziana Gazzellini, il consigliere Gabriele Pacini, il vicario foraneo don Donato De Blasi. Presente il Gonfalone medagliato della Città, i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri, del gruppo comunale di Protezione Civile, dell’Associazione Nazionale Granatieri, dell’Associazione Arma Aeronautica, l’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci. Presenti, inoltre, il comandante della locale stazione dei Carabinieri, luogotenente carica speciale Massimiliano Lucarelli, il comandante della Polizia Locale, vice commissario Adriano Bizzarri.

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Redazione Marchenews24

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