Bonus badante, senza questo ISEE non ricevi nulla: chi resta escluso

La nuova normativa che regola l’accesso al Bonus Badante ha cambiato il criterio di accesso per le famiglie richiedenti.

Il bonus badante offre un sostegno economico pensato per alleggerire i costi dell’assistenza familiare, aiutando le famiglie a gestire le necessità quotidiane di cura. Questa agevolazione permette di ridurre le spese legate al lavoro domestico, garantendo un supporto concreto a chi deve assicurare assistenza continuativa a una persona anziana.

L’ISEE è il punto di partenza per le famiglie che vogliono capire se si ha diritto ad accedere al bonus badante. Sapere quale sia la soglia richiesta permette di orientarsi con chiarezza tra i requisiti previsti, organizzando l’assunzione della badante nel modo più vantaggioso possibile.

Il nuovo limite ISEE

La normativa stabilisce che per ottenere il bonus è necessario avere un ISEE inferiore a 6.000 euro, requisito fondamentale per accedere all’agevolazione prevista. Questo valore riguarda la persona anziana non autosufficiente e tiene conto di redditi, patrimoni mobiliari, immobiliari e della composizione del nucleo familiare.

Bonus badante, senza questo ISEE non ricevi nulla
Un aiuto concreto per le famiglie – marchenews24.it

Rispettare la soglia è essenziale perché solo chi rientra nei limiti può beneficiare dell’azzeramento dei contributi previdenziali dovuti per l’assunzione della badante. Senza questo requisito economico, l’accesso al bonus non è possibile, anche se tutte le altre condizioni contrattuali risultano perfettamente rispettate.

Il bonus badante è stato introdotto per alleggerire il costo dell’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti, offrendo un aiuto concreto alle famiglie coinvolte. Chi rientra nella soglia ISEE può ottenere l’azzeramento totale dei contributi previdenziali e assicurativi per un massimo di ventiquattro mesi.

L’agevolazione prevede un limite massimo di 3.000 euro e consente all’INPS di non richiedere alcun versamento contributivo sul compenso della badante. La misura favorisce anche la regolarizzazione dei rapporti di lavoro domestico, garantendo alla lavoratrice tutte le tutele previste dalla normativa vigente.

È importante ricordare che l’esenzione riguarda esclusivamente i contributi a carico del datore di lavoro, mentre la retribuzione della badante rimane invariata. Questo permette alle famiglie di risparmiare senza incidere sul compenso netto della lavoratrice, mantenendo un rapporto trasparente e corretto.

Oltre al requisito economico, esistono condizioni anagrafiche e contrattuali che determinano l’accesso al bonus previsto dalla legge. L’agevolazione è riservata a persone over ottanta non autosufficienti, cioè a chi necessita di assistenza continuativa nella vita quotidiana.

Il bonus si applica solo ai nuovi contratti di lavoro domestico o alla trasformazione di contratti a termine in contratti a tempo indeterminato. Non è invece riconosciuto a chi ha già un contratto a tempo indeterminato in corso con la badante al momento della richiesta.

L’agevolazione non può essere concessa se il rapporto di lavoro tra datore e badante, o un familiare diretto, è terminato da meno di sei mesi. Queste regole servono a garantire che il beneficio raggiunga davvero chi ha necessità di assistenza continuativa, evitando abusi o utilizzi impropri della misura.