È sera e fa buio all’aeroporto Jfk di New York. Una giovane donna, appena sbarcata, sale su un taxi in direzione di Manhattan. Il tassista prova a fare conversazione e a lei sembra non disturbare l’idea di scambiare qualche parola, nonostante Clark (è questo il nome di lui) non abbia peli sulla lingua. Lungo il tragitto, allungato da un incidente che blocca temporaneamente il traffico, il dialogo tra i due si fa più personale e l’uomo e la donna cominciano a rivelarsi cose che non hanno mai detto a nessun altro.
Girato in sedici giorni, su un palcoscenico attorniato da maxi schermi che riproducevano l’ambiente esterno, “Una notte a New York” non si è allontanato troppo, in fase di realizzazione, dall’approccio teatrale per cui era stato pensato inizialmente. Ma, si sa, il cinema fa magie, e allora ecco che la pellicola di Christy All finirà per sorprendere.
La rassegna cinematografica prosegue il 6 e 7 febbraio con “Non dirmi che hai paura”, il 13 e 14 con “Le occasioni dell’amore”, il 20 e 21 con “Conclave” e il 27 e 28 con “Maria”.
Le proiezioni avranno inizio alle ore 21. I biglietti sono acquistabili presso la Pro Loco e la libreria Gulliver.
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