“A un anno dalla consegna della scuola materna, torniamo a Pieve Torina con grandissima emozione” ha dichiarato Elisabetta Strada, coordinatrice per la Fondazione dei progetti solidali nelle aree del centro Italia colpite dal sisma. “Nell’avviare i lavori di quello che è il nono edificio scolastico realizzato dalla Fondazione Francesca Rava per i bambini del Centro Italia colpiti dal terremoto, e nel giorno in cui le scosse sono tornate a farsi sentire, questa volta in Toscana, dimostriamo, insieme ai donatori che ci hanno sostenuto e alle istituzioni con cui collaboriamo, che si può fare la differenza e andare avanti nonostante le difficoltà”.
Alla cerimonia sono intervenuti anche Giuliano De Minicis e Stefano Belardinelli, in rappresentanza l’uno del gruppo Succisa Virescit, l’altro in qualità di presidente della Contram SpA. Ha preso poi la parola il direttore di QN, Michele Brambilla che, nel ricordare le sue esperienze di cronista durante i terremoti dell’Aquila e dell’Emilia, ha sottolineato il ruolo dell’informazione a sostegno delle comunità locali soprattutto in situazioni di difficoltà, assicurando il proprio impegno nel mantenere alta l’attenzione del suo giornale perché la ricostruzione non subisca ulteriori ritardi.
Infine il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci che, davanti ad una folla composta prevalentemente di bambini, ha parlato di futuro, e di un paese, Pieve Torina, che ha radici antichissime testimoniate dai recenti scavi archeologici che hanno accompagnato l’avvio dei lavori di costruzione del centro civico.
Il tema del tempo è stato più volte toccato dal sindaco che ha voluto, insieme a tutti i presenti, lanciare un messaggio al futuro depositando una sua riflessione all’interno di una capsula del tempo che è stata sepolta in un’area adiacente ai lavori per il centro civico e che verrà riaperta tra trenta anni: “un momento importante per tutti i bambini, e non solo per essi, perché avranno la possibilità, il 9 dicembre del 2049, di dissotterrare questa capsula e riscoprire cosa avevano immaginato quel giorno di un lontano dicembre della loro infanzia” ha sottolineato Gentilucci. “Sapranno che eravamo forti allora, come comunità, nonostante le difficoltà, e sapranno esserlo sicuramente anche loro da adulti garantendo continuità e sviluppo al nostro paese, in un futuro che ci auguriamo sia di pace e serenità per tutti noi”.
La capsula, con decine di messaggi preparati dai bambini, una copia odierna de Il Resto del Carlino e un messaggio della Fondazione Francesca Rava è stata quindi seppellita ed il luogo scelto verrà segnalato da una apposita targa che verrà collocata nei prossimi giorni.
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