Pesaro, workshop “Confini e narrazioni” il 20 giugno

In occasione della “Giornata Mondiale del Rifugiato”, relatori nazionali e internazionali protagonisti del workshop territoriale del progetto Voci di confine, che vede partner anche il Comune di Pesaro e il CSV Marche

PESARO – Invasione, minaccia, problema: oggi il fenomeno delle migrazioni viene raccontato soprattutto con queste parole. Ma perché non parlare anche del fatto che il fenomeno migratorio può rappresentare una possibilità di crescita, sia per chi parte, che per chi accoglie?

Il progetto “Voci di confine” nasce proprio per questo: per proporre una nuova narrazione sulle migrazioni, superando la prospettiva imperante dell’emergenza. Per chi non si sente rappresentato dalla chiusura – dei confini, come degli stereotipi – e vive l’accoglienza e l’integrazione come un fatto normale. Si tratta di un percorso, avviato a maggio 2017 e cofinanziato dall’Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo), che vede impegnate in rete sedici diverse realtà (Ong, enti locali, associazioni delle diaspore, di volontariato, imprese sociali ed enti di ricerca) – tra cui, anche il CSV Marche e il Comune di Pesaro.

In occasione della Giornata mondiale del rifugiato, mercoledì 20 giugno, si terrà proprio a Pesaro il workshop territoriale “Confini e narrazioni”, dalle ore 9, nel Salone nobile di Palazzo Gradari (in via Rossini 24): una giornata di studio e confronto, con esperti ed ospiti nazionali e internazionali, incentrata su dati, esperienze e prospettive sulle migrazioni contemporanee, con il racconto di buone pratiche e proiezioni video.

“Voci di confine” è un percorso da fare insieme a chi vive la migrazione ogni giorno, partendo dalle esperienze di frontiera nei territori che accolgono, come Lampedusa, e nelle comunità di origine dei migranti, in Africa e altrove. Per riuscire in questo progetto si sono unite varie organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani, enti locali impegnati ogni giorno nella gestione del fenomeno migratorio, associazioni delle diaspore e di volontariato, imprese sociali, enti di ricerca: Amref Health Africa Onlus (capofila), Amref Health Africa – Headquarters, Africa e Mediterraneo, Associazione Le Réseau, Centro Servizi Volontariato Marche, Centro Studi e Ricerche Idos (IDOS), Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo (COPPEM), Comune di Lampedusa, Comune di Pesaro, Etnocom, Internationalia, Provincia Autonoma di Bolzano, Regione Puglia, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI), Step4, Terre Des Hommes Italia.

Il progetto ha già realizzato percorsi educativi nelle scuole e nei centri di aggregazione, per portare ai più giovani un punto di vista basato sull’obiettività delle statistiche e delle esperienze; scambi di buone pratiche, con incontri territoriali che vedono protagonisti le associazioni delle diaspore e di volontariato, gli enti locali, le ONG e i soggetti privati.