“Una mostra intelligente, un’illuminazione su molte cose non conosciute e che oggi finalmente si guardano con un occhio più attento, anche individuando stili e percorsi coerenti”. Questo il commento di Vittorio Sgarbi alla mostra “Milleduecento. Civiltà figurativa tra Umbria e Marche al tramonto del Romanico”, aperta fino al 4 novembre al Museo Piersanti di Matelica, che il critico d’arte ha visitato ieri sera accompagnato dal sindaco Alessandro Delpriori. Sgarbi si è soffermato sul valore di opere capaci di fare luce su momenti dimenticati, come i Crocifissi del Duecento che indicano in alcuni artisti “un’attenzione verso la capacità di rappresentare l’uomo, la fragilità o anche la monumentalità che si lega alla figura prevalente del Cristo”. Una mostra che testimonia il lavoro di personalità spesso anonime, ha sottolineato Sgarbi, che “hanno indirizzato verso una nuova sensibilità tra arte e natura, che poi è quella che porterà alla grandezza di Giotto e poi della pittura moderna”.
“Questa esposizione riceve un ulteriore autorevole apprezzamento per il valore scientifico che esprime – ha detto il sindaco Delpriori – Vittorio Sgarbi ha voluto ammirare anche il resto della collezione del Piersanti e ha potuto vedere le condizioni del Museo, ancora in parte inagibile, rimanendone colpito. Ha potuto toccare con mano la situazione di stallo in cui ci troviamo nella ricostruzione anche sul fronte dei beni culturali ed ha espresso la volontà di impegnarsi presso il Ministero per contribuire a sbloccare la situazione”.
Nell’ultimo week end di apertura sono in programma due appuntamenti speciali, con visite guidate e degustazioni di Verdicchio di Matelica e prodotti tipici: sabato 3 novembre alle ore 11 visita guidata con Alessandro Delpriori e brunch; domenica 4 novembre alle ore 17 visita con Delpriori e il curatore Fulvio Cervini più degustazione (info e prenotazioni: 0737 84445).
La mostra è promossa da Mibact, Regione Marche, Comune di Matelica, Diocesi di Fabriano-Matelica, Museo Piersanti, Università di Camerino, SAGAS Dipartimento di Storia dell’Arte di Firenze e Anci Marche; fa parte del progetto Mostrare le Marche, che ha attivato un percorso d’arte nelle terre colpite dal sisma portando all’attenzione del pubblico un patrimonio artistico vasto e prezioso.
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