Il fondo patrimoniale protegge davvero dai creditori? Tutti i limiti legali e i casi in cui è pignorabile.
Molti creditori bussano alla porta quando meno te lo aspetti. E in quei momenti, chi ha costituito un fondo patrimoniale pensa di essere al sicuro. Nella pratica, però, non sempre i beni inseriti in questo fondo sono davvero protetti.

Secondo la legge italiana, infatti, esistono condizioni ben precise che possono rendere pignorabili anche la casa di famiglia o altri beni destinati ai bisogni domestici. Per capire se davvero il fondo funziona come “scudo legale”, bisogna conoscere nel dettaglio come si costituisce, cosa tutela e soprattutto quando smette di funzionare.
I limiti della protezione: quando il fondo patrimoniale può essere aggirato dai creditori
Il fondo patrimoniale è un istituto previsto dall’articolo 167 del Codice Civile. Serve per destinare immobili, mobili registrati o titoli di credito a garantire i bisogni della famiglia. Tecnicamente, crea un patrimonio separato, cioè beni che – in teoria – non possono essere aggrediti per i debiti personali dei coniugi. Ma questa protezione non è assoluta.
L’articolo 170 del Codice Civile prevede infatti che i beni del fondo possono essere pignorati se il debito è stato contratto per soddisfare i bisogni familiari. Il concetto non è vago, è ampio: la giurisprudenza lo interpreta includendo spese per salute, studio, vacanze, attività lavorativa, perfino investimenti se questi servono al tenore di vita del nucleo familiare.
Anche se il debito non riguarda i bisogni della famiglia, i beni possono comunque essere pignorati se il creditore non sapeva che il debito fosse estraneo a tali bisogni. In pratica: se non è stato informato, parte con un vantaggio. Il peso della prova ricade sul debitore, che deve dimostrare due cose: che il debito era personale e che il creditore lo sapeva. Una prova doppia e molto difficile.

Esempio pratico: un genitore contrae un mutuo per mandare il figlio all’università. Se non paga, la banca può pignorare la casa inserita nel fondo patrimoniale, perché si tratta di un debito per bisogni familiari. Se invece contrae un debito per un hobby costoso, come l’acquisto di una barca, potrebbe salvarsi: ma solo se dimostra che il creditore ne era consapevole.
Il creditore può agire in due modi. Se il debito è legato alla famiglia, procede direttamente al pignoramento. Se invece è estraneo, può prima chiedere al giudice la revocatoria (art. 2901 c.c.), per annullare la costituzione del fondo, solo se dimostra che è stato creato con intento fraudolento, cioè per sottrarre beni ai creditori. Una volta ottenuta la revoca, può pignorare.
Come si crea (davvero) un fondo patrimoniale e cosa succede in caso di crisi coniugale
Per essere valido, un fondo patrimoniale non può essere creato a parole o con una scrittura privata. Serve un atto pubblico notarile, firmato dai coniugi o da un terzo, e deve essere annotato a margine dell’atto di matrimonio. Solo così il fondo diventa opponibile ai terzi, cioè ai creditori. Senza questo passaggio, per la legge il fondo non esiste agli occhi del mondo esterno.
I beni inseriti non sono liberamente vendibili. Per venderli o ipotecarli, serve il consenso di entrambi i coniugi. Se ci sono figli minori, è anche obbligatoria l’autorizzazione del giudice tutelare. Questo vincolo è rigido: serve a garantire che quei beni continuino a proteggere la famiglia.
In caso di separazione legale, il fondo non si scioglie automaticamente. Resta in vigore fino alla maggiore età dell’ultimo figlio minorenne. Solo in caso di divorzio, annullamento o scioglimento del matrimonio, il fondo cessa di esistere (art. 171 c.c.). Se la coppia è separata, ma ha figli minori, i beni rimangono vincolati: il giudice può stabilire come gestirli, per continuare a soddisfare i bisogni dei figli.
Un altro aspetto poco noto riguarda la vendita dei beni. Anche se entrambi i coniugi acconsentono, l’atto costitutivo del fondo può contenere limitazioni aggiuntive, rendendo le operazioni ancora più difficili. Per questo, è fondamentale leggere con attenzione cosa è stato firmato davanti al notaio.
Infine, non bisogna credere che la sola esistenza del fondo basti a evitare problemi. Se viene costituito dopo l’insorgenza di un debito, con l’intenzione di proteggere i beni da un creditore specifico, il fondo può essere annullato con una causa e i beni possono tornare aggredibili. E spesso è proprio ciò che accade.




