Il 31 marzo al Teatro della Fortuna nuovo appuntamento della Stagione Concertistica 2019
Friedrich Gulda è stato un genio assoluto. Uno dei più poliedrici e straordinari artisti del suo tempo. Pianista, compositore, direttore d’orchestra. Maestro, fra gli altri, di Martha Argherich e Claudio Abbado. Si mise prepotentemente in luce a soli sedici anni e divenne celebre a venti venendo osannato nell’Europa occidentale come nelle due Americhe e in Giappone. Gulda non era soddisfatto del suo lavoro perché sentiva che il pubblico dei concerti era quantitativamente troppo poca cosa rispetto al pubblico della musica e per lui il concerto era una gabbia. Detestava di presentarsi con addosso il frac, che non era più un abito da sera comunemente adottato ma una divisa, e di suonare per un pubblico che a suo giudizio assisteva al concerto come ad un rito.
Pur proseguendo nell’attività che gli dava da vivere, trovò la sua evasione e la sua ragione di vita nel jazz. Il suo spettacolare Concerto per violoncello e orchestra di fiati, basso e batteria è tra i più rappresentativi della sua abilità nell’abbattere gli steccati tra i generi e sfidare le convenzioni. Chiudendo gli occhi, dentro i cinque movimenti si possono trovare tracce di un po’ di tutto dal rock ‘n roll alla disco dance. L’intera composizione è un laboratorio di ibridazioni e sonorità in cui dietro ad un apparente lontananza ad ogni schema classico si cela un mondo sconfinato di conoscenze musicali ed artistiche.
A seguire la Serenata op. 44 di Dvořák in cui è possibile ritrovare tutte le componenti del suo stile, che combina una felicissima vena melodica di ispirazione popolare con le forme classiche della tradizione musicale europea. La composizione segna un importante e significativo momento della maturazione artistica del compositore. La partitura è scritta per un organico composto da due oboi, due clarinetti, due fagotti, un controfagotto, tre corni, un violoncello ed un contrabbasso che rinforzano la linea del basso mentre sono assenti i flauti con conseguenti toni alti poco brillanti. Nei quattro movimenti in cui si articola la serenata sono miscelati con grande maestria elementi ritmici e melodici del folclore boemo e forme classiche ispirate ai modelli di Haydn e Mozart con il Minuetto inserito però in seconda posizione.
Il Moderato, quasi marcia iniziale combina due temi che si alternano senza conoscere una vera elaborazione tematica: il primo, dall’andamento di marcia, si impone all’inizio della composizione esposto dagli oboi e poi ripreso dai clarinetti, mentre il secondo tema è di carattere più lirico. Il Minuetto ha un tema dolce e cantabile di carattere popolare esposto prima dai clarinetti, poi dagli oboi e infine da tutto l’ensemble; il trio è un furiant (danza boema usata molte volte da Dvořák nelle proprie composizioni) dalla scrittura brillante e vivace, in cui i musicisti sono chiamati ad un’esecuzione che richiede grande precisione e disciplina ritmica. L’Andante con moto presenta sostanzialmente un unico tema, anch’esso d’ispirazione popolare, nostalgico e appassionato, in cui l’affascinante invenzione melodica del compositore è esaltata dall’originale impasto timbrico dell’organico strumentale, che combina l’ensemble dei fiati (privo dei flauti) con la profondità del violoncello e del contrabbasso. L’Allegro molto finale è una pagina di grande vivacità, basata anch’essa su una danza popolare boema, che presenta un tema iniziale trascinante per il suo ritmo incalzante; segue un secondo tema dolce e cantabile che irrompe nell’incessante fluire sonoro e che conduce ben presto a una breve ripresa della marcia del primo movimento; chiude una coda in cui il tema principale viene riproposto in una vertiginosa corsa verso una conclusione di grande effetto.
Italiano di nascita e residente a Salisburgo per professione, ha debuttato come solista in concerto per 2 violoncelli e orchestra assieme a Yo-Yo Ma, che disse: “giovane meravigliosamente pieno di talento, darà un grande contributo alla musica ovunque egli vada”. Come solista si è esibito poi fra gli altri sotto la direzione di Gustavo Dudamel nel Concerto in re maggiore di Haydn, dove la critica austriaca ha parlato di “tecnica brillante e gioia nel far musica. Vincitore del 1° Premio al Concorso “F. J. Haydn” di Vienna, del Borletti-Buitoni Trust Fellowship di Londra (entrambi con il David Trio), si è inoltre laureato ai Concorsi Primavera di Praga, A. Janigro di Zagabria, e in duo al Parkhouse Award alla Wigmore Hall di Londra. Attivissimo camerista, si esibisce regolarmente con musicisti come Leonidas Kavakos, i membri del Quartetto Hagen, Elizabeth Leonskaja, Pekka Kuusisto, Alena Baeva, Gordan Nikolic, Roman Simovic, Jens-Peter Maintz, Wolfram Christ, Diemut Poppen, Jennifer Stumm, Pavel Gililov. Suona inoltre spesso in duo e trio con Alexander Lonquich e Ilya Gringolts, e ha recentemente debuttato al Lucerne Festival in trio con Olli Mustonen e Alessandro Carbonare. È stato Solo-Cellist della Camerata Salzburg per 8 anni, Guest Principal Cellist alla Royal Philharmonic Orchestra di Londra, e dal 2008 membro della Lucerne Festival Orchestra di Claudio Abbado. Nel 2012 ha vinto il concorso come Univ. Professor all’Universität Mozarteum di Salisburgo.
Info e Botteghino Teatro della Fortuna : Piazza XX Settembre, 1 – 61032 Fano (PU) Italia
tel. 0721.800750 – 830742 botteghino@teatrodellafortuna.it – www.teatrodellafortuna.it
Orario Botteghino : da mercoledì a sabato 17.30 – 19.30, mercoledì e sabato anche 10.30 – 12.30;
nel giorno di spettacolo 10.30 – 12.30 e 15 – 17
Biglietterie online www.vivaticket.it – www.liveticket.it
BIGLIETTI
Intero
Settore A € 15 (platea, I ordine, palchi centrali II ordine, I fila galleria)
Settore B € 12 (palchi laterali II ordine, II fila galleria, balconata)
Loggione € 8
Ridotto giovani (minori di 26 anni)
Settore A € 10
Settore B € 8
Loggione € 5
Speciale scuola
€ 5 alunni (in ogni settore, secondo disponibilità dei posti al momento dell’acquisto)
€ 8 docenti accompagnatori (1 ogni 7 alunni)
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