Il volume è il racconto del viaggio dell’autrice in Kerala e Tamil Nadu, nel sud dell’India. Un diario che consente di immaginare, sentire e vivere i luoghi visitati. Il libro permette anche di riflettere sull’idea della morte, sempre presente nella società orientale ma spesso ignorata in Occidente.
Nicolai Lilin, nell’introduzione al volume, scrive «Il viaggio come forma d’illuminazione, come spinta verso quella parte ignota di noi stessi che cela un enorme potenziale, che ci lega al grande meccanismo che regola ogni cosa e ci dona la coscienza della vita: questo è l’esercizio più sublime, che viene egregiamente descritto da Eleonora, con grande passione e amore.»
Eleonora Goio (Trento nel 1959) ha insegnato per diversi anni educazione fisica nelle scuole della provincia di Bolzano. Un intervento al cervello l’ha resa invalida e inabile al lavoro. Oggi vive nelle Marche. Il viaggio è una delle sue più grandi passioni, con qualsiasi mezzo e mai solo da turista ma con l’attitudine alla conoscenza di luoghi e persone. Ha pubblicato diversi libri, a partire da “Viaggio al buio” nel 2010 con Ennio Zingarelli, “Mezzaluna a rovescio” nel 2012, “Vita al rallenty. Viaggio attraverso la disabilità” nel 2014, “Che Cuba?” nel 2016.
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