L’esaminatrice ha notato che aveva il telefono, poi un rigonfiamento sospetto sotto la maglia. A quel punto ha sospeso la prova e ha chiamato i carabinieri, che hanno scoperto l’impianto. Il complice non è stato individuato, probabilmente perché, vedendo arrivare i militari dell’Arma, si è dileguato. In corso accertamenti tecnici sul cellulare del pakistano.
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