Volava libero in luoghi vasti….di Monica Baldini

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Tornavo a casa , guidavo come sempre ma non sempre i segni lungo la strada si svelano medesimi. Alle volte c’è il sole che splende e abbaglia, mette il buonumore e rallegra le chiome stese verso l’alto come brandelli di braccia, voci che urlano o accarezzano.

Alle volte piove, per lo più di questa stagione.

Alle volte tutto è addormentato e avvolto dalla nebbia bianca e grigia che offusca ma non per molto.

Altre volte c’è il vento come oggi. Dopo la pioggia battente, ha iniziato a soffiare la bora come la chiamiamo vivacemente per dire che tira forte dal mare.
Passando, dall’alto si vedevano le onde infrangersi spumose sulla battigia e il loro colore era decisamente innervosito. Cenere intenso che non dava tregua ad una agitazione virulenta. Le fronde slanciate di lato sventolavano coma bandiere e un’aria tersa e gelida che a vederla pareva ripulisse ogni tensione dall’aria, ogni microbo, ogni maledetto virus. Ogni traccia di fumo sembrava se ne andasse nel vento che dal litorale arrivava in su fino le punte stondate delle colline e le ali del gabbiano. A lui volatile che non si dava per perso planando senza meta. Ondeggiando, si inclinava e librava come un elicottero, come un aereo di linea, come un corpo bianco libero. Non sbatteva anche se andava indietro oltre là, non cadeva, non incontrava ostacoli. Era uno solo al punto in cui lo vidi e lo rincorsi fin quando le curve non me lo fecero perdere. In volo, mostrava spiragli di un mondo altro, vasto. Poi eccolo sempre lui o un altro poco dopo più in basso. Sempre le ali stese che si lasciavano travolgere senza opposizione in un luogo aperto senza vieti.

Candido, ormeggiante senza porto, viandante senza fissa dimora. Sembrava suonasse una sinfonia, parlasse di cosa stesse accadendo nel disegno di un circuito senza motivo e intriso di ricca sapienza.

E quali, in noi, sono le mancanze più ricorrenti?

I desideri di una terra smaniosa che s’agita sotto un cielo che la bacia, che le mostra sotto la luce candide visioni di attimi che sparuti se ne vanno colmando la domanda di senso. E l’ampiezza di sguardo puntato verso l’alto si sazia di sfumature future che la strada in salita momentanea consente di intravedere perché la meta si comprenda più limpidamente. Così la fiamma può ardere e riscaldare i cuori tesi, tristi.

Alla prossima!

Monica Baldini