Il volume dei rifiuti rinvenuti è stato stimato in circa 40 metri cubi; essi sono stati sottoposti a sequestro penale e contestualmente sono stati informati gli Enti Amministrativi competenti, per l’adozione delle misure di bonifica dell’area.
Il titolare è stato deferito all’A.G. ed ora rischia la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e un’ammenda da duemilaseicento a ventiseimila euro.
Il controllo è stato eseguito unitamente a Carabinieri del N.I.L. (Nucleo Ispettorato del Lavoro), i cui esiti di accertamento sono in fase di definizione.
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