La normativa italiana in materia di atti persecutori è contenuta nell’articolo 612-bis del Codice Penale, introdotto con la legge 38 del 2009. Questa norma punisce le condotte di chi, con comportamenti reiterati, crea ansia o paura nella vittima, compromettendo la sua serenità e qualità della vita. Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, si comunica che negli ultimi giorni i Carabinieri hanno portato a termine tre significativi interventi:
i militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato un uomo di 30 anni, italiano, per maltrattamenti in famiglia. La denuncia è scaturita dalla querela presentata da una donna che ha riferito di essere stata vittima, dal 2021 ad oggi, di reiterati comportamenti aggressivi, percosse e minacce da parte dell’ex convivente, nonostante la fine della convivenza da circa dieci mesi. La donna non aveva mai richiesto l’intervento delle forze dell’ordine né si era rivolta a strutture sanitarie, ma ha deciso di denunciare dopo l’ennesimo episodio. La Stazione Carabinieri di Montegranaro (FM) ha informato l’Autorità Giudiziaria e ha attivato il protocollo previsto dal Codice Rosso.
i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un italiano di 46 anni, per atti persecutori aggravati ai danni di un disabile. I comportamenti persecutori sono iniziati nel mese di gennaio, subito dopo la fine della detenzione domiciliare dell’indagato per un precedente reato di estorsione. L’uomo ha iniziato a pedinare la vittima e a rivolgerle continue richieste di denaro, non accompagnate da minacce esplicite, ma tali da indurre la persona offesa a consegnare circa 5.000 euro. Le condotte hanno causato un grave stato ansioso e modificato le abitudini di vita della vittima.
Questi interventi dimostrano l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri nel contrastare i reati che minano la sicurezza e la serenità delle vittime. La tempestività delle indagini, l’attivazione del Codice Rosso e la collaborazione con l’Autorità giudiziaria sono strumenti fondamentali per garantire la protezione a chi subisce tali violenze. La sicurezza dei cittadini passa anche dalla fiducia nelle Istituzioni: denunciare è il primo passo per uscire dal silenzio e farsi aiutare.
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