Settembre è arrivato: una riflessione di Monica Baldini

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FANO – Settembre è arrivato, settembre dei dubbi, dei bilanci estivi, dei sogni che si pianificano nei progetti per l’inverno, settembre dei rientri e delle partenze.
Settembre che reca in sé un eco profondo di richiamo e di slancio: la scuola, il covid apparso come una mantide, l’economia e i meccanismi incogniti tenebrosi da espiare guardando avanti e l’alto.
Le foglie gialle già caduche in terra che si baciano con il verde delle chiome, i tramonti che scendono all’ora di cena e fasciano l’orizzonte di sera e plumbeo violetto, l’aria dolce, i canti che volteggiano, le maglie che si posano sulle spalle. Le passeggiate e i nuovi ritmi con la natura a braccetto.
E poi le sfide. Le sfide per vincere le prove, per andare e navigare, per fronteggiare le spinte, per amarsi sempre di più perché solo l’amore salva.
L’Amore innato da cui proveniamo che ci chiede di espandersi e germogliare, di essere fecondi nella vita che conduciamo per dare e così ricevere. L’Amore è una medicina fortissima, un farmaco potentissimo.
Il percorso a volte potrebbe offuscarsi, potrebbe scemare e fingere di divenire trasparente eppure proprio lì si cela l’inganno e così la forza di crederci sempre in modo totalizzante è la chiave, perché la vita non ci vuole rubare nulla se non offrire la possibilità di maturare e migliorare come in una scalata.
Abbiamo fatto e dobbiamo continuare con i nostri limiti e sforzi, con i nostri tempi di salita, le nostre soste di rifornimento e riflessione.
Tracciata la meta, non importa quanto sia agitato il mare, l’obiettivo resta quello di volgere a quella costa desiderata, agognata.
Proprio ieri mi trovavo nel traffico imbottigliata in autostrada ma la difficoltà non ha portato alla rinuncia poiché la coscienza e volontà di arrivare è restata la medesima della partenza pur nella lentezza. Così nella quotidianità.
Dalle piccole cose potremmo imparare ad allenarci per le grandi, trarre fonte di ispirazione per scrivere le nostre vite senza demordere e mollare per neanche un secondo.
Nella dimensione ripetitiva e semplice possiamo in realtà fare tanto e trasmettere tanto, testimoniando con una parola, un gesto, uno sguardo che sono frutto di scelte ponderate e devote al bene, alla carità, all’armonia, all’amore.
Andiamo avanti e tiriamo su le vele, mandiamo avanti questa Italia per i giovani che verranno e quelli che ci sono.
Sant’Agostino diceva “Tu la mattina pensa ad alzare le vele, Dio penserà a soffiare il vento”. Non siamo soli né possiamo fare cose belle da soli.