La preziosa racconta ospita, nella prima sezione, materiale preistorico rinvenuto nelterritorio e distintosi fin dal Paleolitico per la ricchezza degli insediamenti e per la continuità delle testimonianze. La seconda parte invece, vanto del museo, è costituita da reperti Piceni principalmente recuperati presso le locali necropoli, collocabili storicamente nel periodo orientalizzante delle civiltà italiche. Le necropoli di San Severino hanno restituito una documentazione di grande importanza per la conoscenza della popolazione Picena, che abitò il settore medio-Adriatico della penisola. Lo stesso suo nome sembra derivare dal picchio, l’animale che secondo la tradizione guidò qui tali comunità emigranti dai territori sabini. Fra gli oggetti più preziosi venuti alla luce, spiccano quelli di avorio con raffigurazioni antropomorfe e zoomorfe che appartengono a corredi funebri femminili.
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