Le indagini sono state avviate, tempestivamente, nella giornata di ieri, allorquando, una 71enne del luogo, ha ricevuto una telefonata da parte di un uomo che si è qualificato come “Maresciallo dei Carabinieri” e che le ha spiegato che si sarebbe recato, in borghese, presso la sua abitazione, al fine di riscuotere una non meglio precisata somma di denaro, suddivisa tra monili in oro e contanti, poiché il marito era stato arrestato e che tale somma sarebbe servita per la sua liberazione in quanto al momento era detenuto.
e difatti ha messo al corrente dell’episodio il marito che ha subito allertato i Carabinieri della Stazione di Porto Recanati. A questo punto, i militari hanno raggiunto prontamente l’abitazione della donna dove hanno riscontrato la presenza di un soggetto intento a parlare con la malcapitata, smascherando così il malfattore nel suo tentativo di truffa.
A questo punto, il cerchio degli accertamenti condotti dagli operanti si è stretto intorno agli altri due complici che, dopo poco, sono stati individuati e bloccati a bordo di un’autovettura dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Civitanova Marche intervenuti in ausilio dei colleghi della Stazione di Porto Recanati. I tre, dopo le operazioni di identificazione, sono stati denunciati in stato di libertà per reato di tentata truffa aggravata.
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