Questo il testo di una pergamena che, nei giorni scorsi, ha consegnato alla storia la riapertura, dopo il terremoto del 2016, della chiesa del monastero di Santa Chiara con la dedicazione del nuovo altare presso cui sono state deposte le reliquie di San Francesco, Santa Chiara, Santa Camilla Battista, San Venanzio, San Pacifico, San Giacomo della Marca, San Luigi Orione.
L’altare, con le autorizzazioni dell’Ufficio Liturgico della Diocesi e della Soprintendenza dei Beni Culturali, è una straordinaria opera di ingegno e di arte realizzata da Bartolomeo Castellano e Giuseppe Massarelli con la consulenza di don Mario Castellano.
“Questo altare – si legge ancora in un messaggio che ha accompagnato la cerimonia – sia veramente immagine di Cristo, mensa festiva, luogo di comunione e rendimento di grazie, finché Dio, alle Sorelle Clarisse e a quanti ora e in futuro qui saranno riuniti, concederà di immolare per sempre il sacrificio di lode sul celeste altare dell’Agnello”.
A presiedere la celebrazione eucaristica è intervenuto monsignor Antonio Napolioni, camerte, vescovo di Cremona, dal 2010 e sino all’elezione episcopale parroco della parrocchia di San Severino Vescovo.
Tra i presenti, insieme a molti fedeli, anche il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata.
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