San Severino Marche, un video racconta il MARec e i suoi tesori

 

Il Museo dell’Arte Recuperata, allestito all’interno del Palazzo Vescovile di San Severino Marche, eletto “Luogo del cuore”. Il percorso espositivo, che si snoda  in 13 sale,  testimonia la rinascita della bellezza di 70 opere d’arte  salvate dalle macerie

SAN SEVERINO MARCHE – La bellezza delle opere d’arte colpite dal devastante terremoto del 2016 nelle Marche sta rinascendo grazie a tanti interventi di restauro, che permettono ad autentici  capolavori  di tornare a risplendere. Prezioso scrigno di arte e identità è il MARec, il Museo dell’Arte Recuperata, situato all’interno del Palazzo Vescovile di San Severino Marche. Il Museo che ospita i capolavori salvati dalle chiese inagibili dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche,  rappresenta un presidio di cultura e speranza che aiuta le comunità a riappropriarsi della propria identità culturale.

Il dolore del sisma che si trasforma in speranza attraverso la bellezza  viene raccontato nel nuovo video dedicato al MARec.

Il video è disponibile al link https://www.facebook.com/reel/887609343889354

Il filmato, che porta la firma del regista Giovanni Panozzo, che ne è anche autore delle originali musiche, è prodotto dal Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa Cattolica e dall’Ufficio nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto Mab Giubileo 2025 “Nel tuo nome l’arte parla di comunità”, coordinato da Andrea Nante, e presenta il museo come un vero e proprio “Luogo del cuore”, custode dell’identità ferita ma resiliente di un intero territorio.

L’idea del MARec nasce da una visione di monsignor Francesco Massara, Arcivescovo di Camerino – San Severino Marche: “Un giorno sono entrato in questo deposito di tantissime migliaia di opere d’arte raccolte grazie a Carabinieri, Protezione Civile e Vigili del Fuoco, e lì si è accesa una lampadina: il desiderio di creare un museo perché chi rischiava di non vedere un capolavoro della propria terra per decenni, a causa della lunga ricostruzione, potesse ritrovare la propria identità”.

Il percorso espositivo, curato dalla direttrice Barbara Mastrocola, si snoda attraverso 13 sale che ospitano 70 opere d’arte, tra cui autentici tesori come la Madonna del Monte di Lorenzo d’Alessandro e la statua lignea della Madonna di Macereto.

Il criterio dell’allestimento è profondamente simbolico: le opere sono esposte per luogo di provenienza: “L’obiettivo è ricreare quel senso di piazza, di agora che i nostri borghi hanno temporaneamente perduto” – spiega nel video la direttrice.

Il Palazzo Vescovile di San Severino Marche

noto anche come Palazzo Scina Gentili, restaurato grazie ai fondi dell’otto per mille dopo il sisma del 1997, si è rivelato un luogo sicuro, superando indenne le scosse del 2016 ed è stato per questo scelto anche dalla Soprintendenza per l’allestimento delle sale espositive ma anche di un deposito attrezzato con oltre 2.500 capolavori, un laboratorio di restauro a vista, aule didattiche, sale convegni e una saletta multimediale con un documentario evocativo realizzato dal collettivo fotografico Cesura, che permette di “tornare” virtualmente nei luoghi originari delle opere.

“Il MARec non è una destinazione finale, ma una “custodia necessaria” – come sottolinea l’Arcivescovo Massara, che spiega – Le opere verranno restituite alle 340 chiese d’origine non appena saranno recuperate e sarà uno dei momenti più belli di socializzazione e di cammino di fede per ogni parrocchia e comunità del territorio”.

Nelle foto: il Museo dell’Arte Recuperata