San Severino, “Capri revolution”: il 28 e 29 novembre

SAN SEVERINO – L’ultimo film di Mario Martone, “Capri revolution”, riporta all’Italia la rassegna di cinema che i Teatri di Sanseverino propongono insieme alla direzione del San Paolo. L’appuntamento, proiezione unica alle ore 21, è per giovedì 28 e venerdì 29 novembre.
Con questa pellicola Martone completa l’ideale trilogia che si è venuta componendo dopo “Noi credevamo” e “Il giovane favoloso”. Si tratta di un film che si muove tra la luce diurna del sole e i fuochi delle danze della notte, trovando al proprio centro l’efficacissima interpretazione di Marianna Fontana.
Nel 1914 un gruppo di giovani del nord Europa si unisce in una comunità sull’isola di Capri, avendovi trovato il luogo ideale in cui sperimentare una ricerca sulla vita e sull’espressione artistica. Sull’isola abita con la sua famiglia Lucia, una capraia la cui attenzione viene attratta da questi “strani” individui a cui inizia ad avvicinarsi. Intanto a Capri è arrivato un giovane medico condotto portatore di idee che mettono la scienza e l’interventismo al primo posto. Ma la vicenda ruota attorno a Lucia: il passato, con tutto ciò che ha di positivo rappresentato dalla spesso silente figura materna, si concentra nella casa in cui al padre malato si sostituiscono i fratelli portatori della difesa di una tradizione che si fa abito sempre più pesante da indossare per la giovane.
Martone fa esplicito riferimento alla comune che il pittore Karl Diefenbach costituì a Capri agli inizi del Novecento, avendo come omologa quella del Monte Verità a Locarno: il vivere insieme immersi nella Natura, da vegetariani ante-litteram impegnati in una ricerca in cui il corpo stesso si faceva forma d’arte vivente, consente al regista di mettere in luce il nascere di forti contraddizioni all’interno della comunità.
“Abbiamo scelto questo film – spiega Francesco Rapaccioni, direttore artistico dei Teatri di Sanseverino – perché propone una famiglia “alternativa” con l’esperienza di una “comune” in cui si decide di vivere insieme senza legami di sangue o di affetto. In questa situazione la protagonista Lucia si trova a crescere come donna, a emanciparsi da un maschilismo ancestrale e a comprendere, senza false pacificazioni interiori, quanto nelle nuove proposte di vita ci sia di positivo e quanto invece vada messo tra parentesi per poter davvero progredire, per uscire da qualsiasi tipo di gabbia ideologica e per poter sperare nel futuro”.