E Matteo Cicconi, segretario del circolo di Rifondazione di San Benedetto del Tronto, aggiunge: “Un gruppo di provocatori che si autodefinisce come “Pro Vita” ci chiede cosa penseremmo se nostra madre, malata terminale e vittima di atroci sofferenze, avesse la possibilità di smettere di soffrire. Bene, noi rispondiamo: pensiamo che dovrebbe essere libera di decidere per la sua vita. E crediamo inoltre che questo diritto inalienabile debba essere garantito non solo ai nostri congiunti, ma anche ai loro. La volgare propaganda fondamentalista di questo gruppo di oscurantisti va rispedita al mittente con fermezza. Per questo ieri sera abbiamo deciso di affiancare alla loro provocazione la nostra risposta. Loro millantano di essere “pro vita” a tutti i costi, noi continuiamo a ritenerci pro vita dignitosa e libera”.
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