Con l’inizio del nuovo anno, molte persone cercano segni e tradizioni che possano anticipare cosa riserverà il futuro.
Tra queste, una pratica tipica della Repubblica Ceca si distingue per la sua semplicità e il valore simbolico: l’uso della mela e delle noci per leggere auspici e segnali di buona sorte per il 2026.
In un contesto storico e culturale ricco come quello ceco, queste tradizioni si intrecciano con la voglia di ricominciare dopo un 2025 complesso, rappresentando un legame tangibile tra passato e futuro.
In Repubblica Ceca, la notte di Capodanno si accompagna a un’usanza molto diffusa e suggestiva: tagliare una mela orizzontalmente per osservare la disposizione dei semi all’interno. Questo gesto, che avviene generalmente dopo la cena, non è solo un semplice passatempo ma un rito carico di significati. Se i semi disegnano una stella a cinque punte, si interpreta come un segno di prosperità, fortuna e armonia per l’anno che sta per cominciare. La stella, con la sua perfetta simmetria, è da sempre considerata un simbolo positivo e rassicurante. Al contrario, se la disposizione dei semi forma una croce o un disegno irregolare, è segnale di possibili difficoltà o cambiamenti in arrivo, un invito a prepararsi con coraggio e determinazione.
Accanto alla mela, un altro frutto gioca un ruolo importante nel rito di Capodanno ceco: la noce. Rompendone quattro e osservandone l’interno, si può “leggere” la sorte: tutte le noci integre e sane preannunciano un anno ricco di opportunità e successi, mentre la presenza di noci guaste suggerisce ostacoli e sfide.
Questi rituali, pur non avendo basi scientifiche, sono un’occasione preziosa per la famiglia e gli amici di condividere un momento di speranza e riflessione, rafforzando il senso di appartenenza alle proprie tradizioni e radici.
La tradizione ceca della mela si inserisce in un ampio panorama globale di rituali legati al Capodanno, tutti accomunati dall’intento di attrarre fortuna e prosperità. Per esempio, in Spagna è consuetudine mangiare dodici chicchi d’uva, uno per ogni rintocco della mezzanotte, per assicurarsi un anno fortunato; in Brasile si indossano abiti bianchi e si saltano sette onde come segno di pace e protezione; in Italia non manca mai il consumo di lenticchie, simbolo di ricchezza e abbondanza.
Questi riti, pur diversi nelle forme e negli ingredienti, riflettono un bisogno universale di speranza e di controllo simbolico sul destino, soprattutto in un’epoca in cui le incertezze globali spingono a cercare punti fermi nelle tradizioni.
Accanto ai rituali tradizionali, il 2026 può essere l’occasione per rinnovare anche i rapporti personali, in particolare quelli di coppia. Secondo Roberta Rossi, psicoterapeuta e sessuologa italiana, l’intimità non dovrebbe essere lasciata al caso ma, al contrario, programmata con attenzione. In un mondo sempre più frenetico, infatti, la “programmazione” degli incontri intimi può rappresentare la chiave per mantenere viva la passione e superare la routine quotidiana che tende a spegnere il desiderio.
La sessuologa sottolinea che fissare appuntamenti per la vita sessuale non è un segno di freddezza, bensì un modo per alimentare l’attesa e la preparazione mentale, elementi fondamentali per una sessualità appagante. Non esiste un numero “ideale” di incontri, ma è essenziale che vi sia un accordo condiviso tra i partner. Questo metodo può persino favorire momenti di intimità spontanei, innescando una dinamica virtuosa che rafforza il legame.
Inoltre, l’autoerotismo può essere integrato nella routine di coppia come mezzo per conoscersi meglio e mantenere vivo il desiderio reciproco. Infine, rivolgersi a uno specialista può aiutare a superare eventuali difficoltà e a comunicare più apertamente, evitando che problemi trascurati creino distanze emotive.
Il proverbio italiano “Chi fa l’amore a Capodanno lo fa tutto l’anno” assume così un significato concreto e propositivo: iniziare il 2026 con consapevolezza e impegno nella sfera intima può contribuire a un anno ricco di affetto e complicità.
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