Porto Recanati, furto in un’attività commerciale: arrestato 21enne

PORTO RECANATI – I Carabinieri della Stazione di Porto Recanati questa notte hanno tratto in arresto un giovane ventunenne del luogo sorpreso in flagranza di reato mentre tentava di asportare abiti dall’attività commerciale AWLAB sita sul corso Matteotti n.88, ove era riuscito ad entrare dopo aver frantumato la vetrina con un grosso masso.

L’uomo è stato sorpreso mentre usciva con diversi capi di abbigliamento dal negozio da un carabiniere che transitava occasionalmente nel centro abitato libero dal servizio che, ovviamente, ha richiesto ed ottenuto l’intervento di ulteriori colleghi che sono prontamente sopraggiunti e si sono messi sulle sue tracce. Quindi, il malvivente ha dapprima abbandonato la refurtiva in strada nel disperato tentativo di scappare, poi ha realizzato di essere stato braccato ed ha cominciato a manifestarsi violento, ha ingaggiato una colluttazione, ha strattonato e colpito i militari al fine di assicurarsi invano la fuga.

E’ stato quindi definitivamente bloccato ed accompagnato negli uffici della Stazione Carabinieri per gli adempimenti relativi al suo arresto, poiché ritenuto responsabile di rapina impropria e delle lesioni procurate a due dei militari intervenuti. La refurtiva è stata interamente recuperata e tenuta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Ulteriore testimonianza di quanto accaduto è stata cristallizzata dagli impianti di allarme videosorveglianza del negozio che hanno registrato la spaccata, l’illecita intrusione e la successiva inutile fuga.

La direzione delle indagini è stata assunta dalla Pubblico Ministero di turno D.ssa Rosanna Buccini, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, la quale, informata dei fatti e condiviso le risultanze investigative, ha disposto la sottoposizione agli arresti domiciliari in attesa dell’interrogatorio di garanzia dell’interessato.

La costante  attenzione per il territorio da parte dei militari della Compagnia Carabinieri di Civitanova Marche ha consentito, ancora una volta, la tutela della collettività assicurando alla giustizia soggetti proclivi alle attività predatorie e delinquenziali, anche a discapito dell’incolumità dei militari che, nonostante fossero intervenuti liberi dal servizio, sono rimasti anche lievemente feriti nelle operazioni di arresto del responsabile.