Si tratta di due tornei di calcio, disputati rispettivamente nelle città di Ancona e Spalato, con una formula che integra i momenti di gioco con l’incontro e l’approfondimento di alcune tematiche connesse alla Macroregione e al processo di coesione territoriale fra le comunità rivierasche. Il progetto è stato presentato questa mattina presso l’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, alla presenza del cardinale Edoardo Menichelli.
Hanno inoltre partecipato per l’Ufficio scolastico regionale – Direzione Generale Gianna Prapotnich e Michelangela Ionna, per la Regione Marche il responsabile settore sport Sandro Abelardi, l’assessore allo sport del Comune di Ancona, Andrea Guidotti;Annalisa Trasatti per il Museo Omero, per il Segretariato permanente Iniziativa Adriatico Ionica l’ ambasciatore Pigliapoco, per il Forum delle Camere di Commercio Giampieri, per il segretariato Forum città Adriatico-Ionio Grassini, per il Coni Marche Fabio Luna, per il Festival Adriatico Mediterraneo il direttore Seneca, per ASD Giovane Ancona Calcio Diego Franzoni e il presidente onorario Sergio Schiavoni, il vice sindaco del Comune di Arcevia Fiorenzo Quajani.
Al termine della conferenza stampa il Cardinale Menichelli ha autografato i palloni (foto) che saranno consegnati alle squadre come ricordo del torneo e come simbolo di pace e condivisione. Il tema scelto quest’anno riguarda in particolare il dialogo tra culture. Il torneo, durante la fase svolta in Italia (inizio settembre) sarà ospitato all’interno del Festival Adriatico Mediterraneo e affronterà le diverse prospettive del dialogo tra genti, culture, spiritualità di popoli e comunità adriatiche. Con la scelta di tale tema s’intende sottolineare la dimensione del dialogo tra le culture come strumento di integrazione / inclusione sociale ed economica.
Un tema sempre più attuale, reso ancora più urgente dal forte processo immigratorio originato dalla fuga di migliaia di profughi e richiedenti asilo, provenienti – attraverso il mare -dalle zone martoriate dalla guerra e dalla povertà. Un inarrestabile processo di globalizzazione che sgretola i confini degli stati e universalizza le risorse ma anche le criticità. In questo contesto, il dialogo nella società multietnica e multiculturale interreligiosa, diventa la condizione essenziale della convivenza civile, che allontana la diffidenza e la paura verso l’altro e rilancia il rispetto e la valorizzazione reciproca.
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