Lo scrittore marchigiano Moscè recensisce ” La poesia della vita” di Monica Baldini

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Monica Baldini è una poetessa che scrive per necessità. Non ha bisogno di accedere ad una parola rivestito d’oro, ma come fosse condotta da una leggera corrente attraversa il suo mare e dice le cose che le stanno a cuore. Lo fa con un animo trasparente, formulando pensieri subitanei, intrisi di una purezza e di un temperamento giovane, seppure non manchino zone d’ombra che nessuno può eludere. Questa poesia è esistenziale, benigna, e fa bene a chi la scrive e a chi, leggendola, sa riconoscersi nello sguardo di Monica. Perché è vero che il poeta scrivendo per sé scrive per tutti: in fondo i sentimenti si assomigliano e ci accomunano ad ogni età. La poesia della vita ha un sottotitolo eloquente: Il libro che proclama lo stupore. “Vorrei essere piena d’amore. / Esplodere d’amore. / Vivere in uno stato superiore / Vorrei amare / tremare il mio / corpo d’amore / risuonare d’amore // Vincere ogni laccio / brillare d’amore / amare e ancora /amare”. L’amore è anche, soprattutto fede, fede cristiana. Fede per ogni creatura, per ogni forma di esistenza che appunto stupisce. Il rapimento dai toni fanciulleschi (per questo veri) di Monica Baldini è un modo di stare al mondo: fa parte della realtà e dei sogni che non ci abbandonano.
Alessandro Moscè