Dal referto riguardante la prima delle tre carpe morte, non risultano tracce dei patogeni virali che più comunemente infettano la specie ittica in questione (“primaverile della carpa”, “edema della carpa” ed “herpes della carpa”), né di sostanze tossiche quali pesticidi carbamati, metaldeide e stricnina. Fermo restando eventuali criticità imputabili alle acque, in corso di monitoraggio dall’Arpam e in assenza di evidenze macroscopiche a supporto di tale scenario, l’ipotesi più verosimile resta quella di una problematica, ancora sconosciuta, in capo a esemplari introdotti nel bacino idrico nel dicembre 2018.
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