Tutto ha inizio in un tardo pomeriggio di qualche mese fa allorquando un pensionato di quel centro viene avvicinato da due giovani donne. Con la scusa di indicazioni stradali. Dopo aver fornito le notizie richieste, viene “calorosamente” abbracciato in segno di ringraziamento. Solo che una delle due cerca di sfilargli la catenina. Ma l’uomo, accortosi delle intenzioni, scaltramente si sottrae e le due sono costrette ad allontanarsi a bordo di veicolo.
Il malcapitato si rivolge ai carabinieri per segnalare l’accaduto e subito i militari si mettono all’opera, raccogliendo le poche informazioni visto che non sono presenti sistemi di video sorveglianza. I militari raccolgono notizie, una targa parziale, sommarie descrizioni delle due. Scavando negli archivi delle banche dati, acquisendo rapporti anche da altri comandi stazione, ecco che spunta un nominativo di una donna straniera che al suo attivo ha analoghi episodi in tutta italia. La donna viene riconosciuta in foto mentre l’auto risulta appartenere ad un pensionato, con precedenti, residente nel milanese, il quale l’aveva messa a disposizione.
I carabinieri ricordano di prestare particolare attenzione e consigliano di chiamare tempestivamente il 112 anche al minimo segnale di sospetto.
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