Dopo la contrattazione per l’acquisto del mezzo d’opera, avvenuta con il sedicente dipendente della ditta spoletina, l’artigiano versata, tramite bonifico bancario, la somma di € 1.301,00, quale acconto, mentre il saldo sarebbe stato pagato al momento della consegna del mezzo d’opera, cosa mai avvenuta anche perché il sedicente venditore si è reso irreperibile. Le indagini informatiche, telematiche e bancarie messe in atto dai militari, hanno permesso di identificare una 30enne, senza fissa dimora, del Bergamasco che utilizzando un “falso profilo” della ditta spoletina ha, purtroppo, tratto in inganno l’artigiano.
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