Marche, contagi zero: Ceriscioli contesta i dati dell’Osservatorio nazionale

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Il Presidente replica alle proiezioni nazionali secondo cui lo stop ai nuovi contagi avverrà  a fine giugno e rende noto uno studio regionale in base al quale nelle Marche si centrerà l’obiettivo zero positivi a fine maggio

ANCONA – L’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane ha reso note le proiezioni sulla possibile data in cui inizieranno ad azzerarsi i contagi da Coronavirus  nelle diverse Regioni italiane. L’emergenza sanitaria si concluderà in tempi diversificati  nei vari territori visto che i contagi sono partiti in momenti differenti.

Secondo il dossier dell’Osservatorio nazionale della salute la regione Marche  uscirà dalla pandemia a fine giugno  insieme con la Lombardia con questa motivazione:

In Lombardia, in cui si è verificato il primo contagio, non è lecito attendersi l’azzeramento dei nuovi casi prima del 28 giugno, nelle Marche non prima del 27 giugno. Infatti, per entrambe le Regioni il trend in diminuzione è particolarmente lento.

Ceriscioli smentisce i dati nazionali : “Calcoli non corretti,i numeri ci dicono che stiamo tendendo allo zero alternato dei positivi. Zero casi entro fine maggio”

Il presidente della Regione Marche,Luca  Ceriscioli non ci sta e contesta tale dossier sottolineando che lo stop dei contagi nelle Marche a fine di giugno non sarebbe una valutazione corretta e non concorda con gli studi interni della regione , effettuati sugli stessi dati. In base alle previsioni effettuate si arriva per l’intera regione allo zero alternato dei casi tra il 25 e il 30 maggio.I numeri forniti quotidianamente dal Gores sembrerebbero dargli ragione considerato che   da quattro giorni a questa parte i dati sui nuovi contagi sono confortanti.

Si legge nella  nota della Regione Marche  datata, 20 aprile 2020:

In relazione alla notizia che riporta le proiezioni dell’Osservatorio nazionale sulla salute delle Regioni italiane, circa le date possibili da cui si cominceranno ad azzerare i nuovi casi di positività al Coronavirus nelle diverse regioni italiane, gli studi interni dell’ente effettuati sui relativi dati evidenziano che il calcolo nazionale non risulta corretto per quanto riguarda la Regione Marche. In base alle previsioni effettuate si arriva per l’intera regione allo zero alternato dei casi tra il 25 e il 30 maggio, cioè un mese prima rispetto alle previsioni nazionali.

“Abbiamo tenuto in costante monitoraggio i dati afferma il presidente Ceriscioli – e questo ci consente di effettuare una stima abbastanza precisa e aderente alle dinamiche effettive della malattia nella nostra Regione. I numeri ci dicono che stiamo tendendo allo zero alternato dei positivi, già raggiunto ad Ascoli-Fermo, con velocità diverse, in relazione alle diverse intensità di contagio che si sono registrate nella nostra regione. Queste evidenze ci permetteranno di organizzare con molta precisione le riaperture, a partire dal 4 maggio, monitorano in modo particolare tutte le diverse situazioni. Ho già avuto modo di sottolineare che in nessun caso si potrà abbassare la guardia sulla sicurezza, soprattutto nei luoghi di lavoro, che dovranno garantirla nella massima misura”.

Lo studio regionale suddivide il territorio in tre distinte zone, in relazione all’intensità del contagio: l’area delle province di Ascoli-Piceno e Fermo, l’area Macerata-Ancona e l’area Pesaro-Urbino. L’analisi tiene conto inoltre del fatto che la numerosità dei tamponi ha subito forti variazioni: negli ultimi 5 giorni di marzo è stata effettuata una media di 605 tamponi al giorno; negli ultimi 5 giorni, tra il 16 e il 20 aprile, è stata effettuata una media di 1079 tamponi. Per questo motivo va ritenuta errata la valutazione basata solo sulla crescita dei casi Positivi gg/gg,  in quanto l’indicatore più appropriato dovrebbe essere la probabilità di trovare un positivo in rapporto ai tamponi eseguiti.

Nello specifico, la probabilità di trovare un positivo sui tamponi fatti è negli ultimi 5 giorni dello 0,061 (il 6% sui tamponi eseguiti), mentre negli ultimi 5 giorni di marzo era dello 0,24 (il 24% nei tamponi eseguiti).

I dati registrati quotidianamente indicano che:

  1. Le province di Ascoli Piceno e Fermo sono a crescita zero/alternato da qualche giorno. La Provincia di Ascoli Piceno è a zero casi da 3 giorni e ha una crescita mobile distribuita su 3 giorni dello 0,0%, la Provincia di Fermo ha toccato gli zero casi in modo alternato e ha una media di crescita di 2 casi al giorno.
  2. Le province di Macerata e Ancona hanno una crescita strutturata dello 0,9%.
    Ancona ha una media mobile dello 0,75% (ultimi 5 giorni), una media di 16 casi al giorno, con una probabilità di trovare un positivo dello 0,04 (negli ultimi 30 giorni il numero dei tamponi è raddoppiato).
    Macerata ha una crescita di 9 casi al giorno con una media mobile dello 0,9%.
  3. La provincia di Pesaro-Urbino ha una media negli ultimi 3 giorni di 18,6 casi al giorno, una mediana di 20 casi (valutazione ultima settimana), una crescita media (ultimi 5 giorni) dello 0,9% e una media mobile dello 0,8%. Pesaro Urbino è la provincia che ha registrato l’impatto maggiore, ma è anche la provincia che nell’ultimo mese ha registrato l’incremento maggiore del numero dei tamponi.

La stima della Regione Marche costruita con un modello previsionale e con l’inserimento nella valutazione del modello Marche (Data, incremento Tamponi al gg/gg, p positivi/tamponi, analisi comune/comune), basate su un corretto comportamento dei cittadini rispetto alle misure adottate, prevede:

  1. Ascoli-Piceno e Fermo: hanno già raggiunto zero/alternato
  2. Macerata: stima di zero/alternato 10-13 maggio
  3. Ancona: stima di zero/alternato a metà 15-20 maggio
  4. Pesaro-Urbino: stima di zero/alternato a metà 25-30 maggio.