Secondo i ricorrenti le apparecchiature, poste al Km 48+300 in direzione San Severino Marche – Macerata e al Km 59+220 in direzione San Severino Marche – Castelraimondo, sarebbero state mal segnalate. Il Tribunale, nella funzione di giudice di appello, ha fornito una interpretazione completamente diversa sottolineando il corretto comportamento della Polizia Locale e dell’Amministrazione comunale settempedana che, fin dall’installazione delle apparecchiature, si è sempre preoccupata di segnalare le stesse con cartelli ben visibili posti fin dalla distanza di un chilometro e mezzo dall’Autovelox e ripetuti ogni 400 metri circa. I cartelli avvertono chi si trova a transitare lungo i due tratti di strada, teatro in passato di ben undici incidenti mortali e di molti altri incidenti invalidanti, della presenza dei dispositivi per il controllo elettronico della velocità anche mediante sistemi luminosi ben visibili pure di notte.
Il giudice si è espresso anche sulla presenza degli agenti a presidio dell’apparecchiatura. Tale presenza, sempre secondo il Tribunale, non è obbligatoria né necessaria per la regolarità dell’accertamento trattandosi, nel caso di quella installata dal Comune di San Severino Marche, di apparecchiatura fissa omologata dal funzionamento completamente automatico che è stata posizionata su tratti di strada ove il Prefetto di Macerata ha autorizzato la possibilità di contestazione non immediata.
Il Tribunale ribadendo il corretto uso della strumentazione e il giustissimo operato posto in essere da Comune e Polizia Municipale ha dunque rigettato i ricorsi degli automobilisti condannando gli stessi a sostenere tutte le spese del giudizio.
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