Il mental coach Celestino Natale entra nello staff dell’Ascoli Calcio

ASCOLI PICENO – Il mental coach Celestino Natale entra nello staff dell’Ascoli Calcio. Il 48enne, già collaboratore di Spoltore Calcio e Amatori Basket Pescara e allenatore di svariati atleti professionisti del panorama calcistico di Serie A, B e C, ma attivo anche nella scherma e partner della Priving Italia, società di simulazione di guida per piloti professionistici con sedi a Bologna, Firenze e Lanciano (CH). Proprio al fianco della Priving Celestino Natale sarà presente al Motorshow di Modena il prossimo maggio.

Ma ora è concentrato sul presente, sul lavoro da svolgere per la società marchigiana dove ritroverà altri illustri abruzzesi: Cetteo Di Mascio, Marco Stella e Vincenzo Vivarini. Oramai in tutti gli sport la figura del mental coach è un ruolo chiave molto ricercato dai vari sportivi. Avere nel proprio staff un professionista che potenzia la mente, prima, durante e dopo la stagione agonistica, nei momenti positivi come in quelli negativi fa la differenza. Anche nel recupero da un infortunio è importante la figura del mental coach.

Ascoltare i pensieri dell’atleta cercando di leggere fra le righe i suoi pensieri, pesando le sue parole e le sue paure e poi rivolgergli i delle domande per capire il suo reale dialogo interiore. Oltre all’allenamento fisico dunque è fondamentale il controllo della mente perché quest’ultima, può essere allo stesso tempo un freno o un alleato. L’allenatore della mente aiuta a trovare delle risorse interiori non ancora affiorate che possono far raggiungere degli obiettivi desiderati.

“Da oltre dieci lavoro in questo ambito in tutta Italia – afferma Natale – Ho uffici a Lecce, Reggio Emilia e Montesilvano. Sono anche educatore. In questi ultimi anni sono riuscito a legarmi vari staff tecnici dove ho portato le mie esperienze e le mie conoscenze. Tutti gli atleti che in questi anni ho avuto modo di trattare hanno avuto una maturazione sia in ambito mentale che professionistico. Essere approdato all’Ascoli per me è motivo di grande orgoglio, un ulteriore step alla mia carriera professionistica ma di certo non un punto di arrivo”.