Il decreto Pnrr è stato approvato definitivamente: un momento che segnerà una svolta nella gestione dell’ISEE.
In realtà questa non è solo una semplificazione amministrativa, ma un cambio di paradigma nei controlli. Piuttosto che verifiche sporadiche, si passa infatti a un sistema preventivo, incrociato e sistematico. Un cambiamento derivato dal fatto che per anni il funzionamento dell’ISEE si è basato un semplice principio: il cittadino era tenuto a presentare la Dichiarazione sostitutiva unica, in modo da ottenere l’attestazione e trasmetterla agli enti che riconoscevano le agevolazioni.
Scuole, università e comuni applicavano quindi le tariffe e i benefici in base a quanto dichiarato e rinviavano eventuali controlli. I controlli dell’INPS si concentravano quindi su singoli aspetti reddituali o patrimoniale, mentre la composizione del nucleo familiare era ancora affidata alle autocertificazioni. In questo modo l’accesso ai benefici avveniva prima della verifica.
La rivoluzione del nuovo decreto Pnrr
Con il nuovo decreto Pnrr, l’ISEE non dovrà più essere trasmesso dal cittadino agli enti che riconoscono i benefici. Ad acquisirlo saranno proprio le amministrazioni pubbliche, in modo automatico, una volta che l’attestazione viene rilasciata. Questo passaggio va quindi ad eliminare un passaggio cruciale che ha portato al cittadino ad avere su di sé l’intero peso informativo. L’accesso alle agevolazioni non avverrà più sulla base di dati non verificati, ma su informazioni già disponibili all’interno del sistema pubblico.

L’ISEE è quindi diventato un dato condiviso tra le amministrazioni, non più un documento da allegare. La Piattaforma Digitale Nazionale Dati consente quindi l’inoltre di dati reddituali, patrimoniali e anagrafici, che possono essere incrociati prima del riconoscimento delle agevolazioni. Questi controlli diventano quindi preventivi, incrociati e sistematici: avvengono prima dell’erogazione dei benefici, mettono in relazione più archivi pubblici e non dipendono più da verifiche occasionali o selettive.
In questa maniera, viene chiuso – progressivamente – lo spazio delle autodichiarazioni che non sono state riscontrate e viene anche ridotta la possibilità di avere dei benefici a cui non si ha diritto. Tra l’altro, il nuovo decreto ha introdotto anche una nuova procedura, dato che ha riscritto il modo in cui lo Stato verifica l’equità nell’accesso al welfare.
Uno scenario che si allontana da quello del 2025, quando è stata resa evidente la portata delle distorsioni. Le attestazioni ISEE rilasciate sono infatti state più di 11,6 milioni, in crescita del 9,2% rispetto all’anno precedente. Un intervento che è stato legato anche a interventi normativi mirati, come l’esclusione dei Btp fino a 50.000 euro dal patrimonio, che ha incentivato la presentazione della DSU.




