Secondo i consulenti della famiglia, la piccola se fosse stata costretta a frequentare la seconda elementare senza averne gli strumenti di base, sarebbe andata incontro a una “regressione psichica e comportamentale”.
Dopo la sentenza del Tar, la famiglia attacca la scuola, accusandola di non avere fatto quanto doveva per supportare la bambina, predisponendo un piano personalizzato (Pdp) “soltanto a fine aprile”. Oggi i genitori porteranno la bimba a scuola, “ma abbiamo la netta sensazione che non sia stata fatta giustizia per la nostra famiglia”.
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