Mussida inaugura l’audioteca del progetto ‘CO2 – Controllare l’odio’ al Carcere di Montacuto

180

Franco MussidaANCONA – Questa mattina alle ore 13, presso il Carcere di Montacuto, l’ex chitarrista della Pfm Franco Mussida inaugurera’ la nuova audioteca del progetto CO2 – Controllare l’odio. Un progetto di Franco Mussida e del CPM Music Institute, in collaborazione con la SIAE, il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Pavia, il Ministero della Giustizia e con l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Arriva dunque anche al Carcere di Ancona l’innovativa audioteca consultabile per stati d’animo che offre l’ascolto della Musica come naturale e ritemprante chiave d’accesso a un mondo di emozioni e sentimenti represso da detenzione e disagio interiore.

Dopo tre anni di sperimentazione e successive valutazioni scientifiche dei dati raccolti presso 4 istituti di pena italiani, arriva per CO2 il momento di inaugurare ufficialmente nuovi spazi di libertà interiore offerti a tutti i detenuti di 8 nuove carceri italiane. Un momento importante che offre una chiave di lettura che consente alla musica contenuta in queste particolari audioteche di essere stimolo per il mondo emotivo personale e al contempo strumento educativo–trattamentale.

Dopo i momenti di formazione destinati a educatori, agenti di polizia penitenziaria e operatori culturali di ciascun istituto, CO2 verrà presentato attraverso una serie di eventi-spettacolo all’interno dei 12 istituti di pena coinvolti.

Le funzioni dell’audioteca e il suo scopo in carcere verranno presentate attraverso uno spettacolo con momenti musicali dal vivo che vedranno protagonista Franco Mussida, ascolti e qualche proiezione video. Un modo facile e diretto per incentivare la fruizione dell’audioteca attraverso l’individuazione dello stato emotivo evocato dalla Musica ascoltata. I detenuti verranno quindi coinvolti in un gioco interattivo fatto di ascolto di brani live e dell’audioteca. Dopo l’ascolto i detenuti manifesteranno il loro stato d’animo attraverso l’esposizione di speciali emoticon che li rappresentano. Sono gli stessi presenti nei tablet che danno accesso al database dei brani dell’audioteca.

Sul palco anche Andrea Celidoni (basso), Gabriele Carbonari (voce e chitarra acustica), Fabio Bachetti (chitarra acustica) e Marco Melchiorre (percussioni). L’evento è organizzato anche grazie alla collaborazione dell’Associazione Musikè: scuola di musica moderna nata nel 1990 a Senigallia (AN), Musiké propone corsi di musica in sede e fuori sede (chitarra acustica ed elettrica, canto, pianoforte e tastiere, basso e batteria), organizza concerti ed eventi musicali in genere e si impegna a promuovere i gruppi musicali giovanili.

CO2, lo ricordiamo, è un progetto artistico-culturale unico, a suo modo rivoluzionario. Il suo scopo è creare una rete nazionale di audioteche nelle carceri capaci di offrire una diversa chiave di ascolto della Musica strumentale, trasformandola in strumento di supporto e di sollievo per la struttura affettiva dei detenuti.

Un progetto entrato in servizio nella sua fase sperimentale nel 2013 grazie alla collaborazione del Ministero della Giustizia coinvolgendo circa 100 detenuti sperimentatori nelle carceri di Monza, Opera, Rebibbia femminile e Secondigliano. E’ stato seguito nel suo svolgimento, oltre che da un comitato scientifico, anche dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Pavia.

E dal 2017, su volontà del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia, sarà disponibile anche presso gli istituti di pena di Ancona, Genova, Parma, Torino, Venezia, Firenze, Bologna e Milano (San Vittore).

CO2 fa seguito alla richiesta al M° Mussida, da parte dell’allora Presidente della SIAE Gino Paoli, di pensare ad un’iniziativa musicale da realizzarsi nel contesto carcerario. La risposta di Franco Mussida, che si occupa di formazione da quasi trent’anni (è infatti del 1988 nel carcere di San Vittore il suo primo laboratorio di sperimentazione sugli effetti del suono sulla struttura affettiva), assistito dal CPM Music Institute di Milano, è stata strutturare e realizzare uno strumento educativo motivazionale con valenza trattamentale a favore sia dei detenuti che delle equipe psicopedagogiche.

CO2 ha come strumento primo un’audioteca modernissima che utilizza l’alta tecnologia applicata ad una specifica procedura di ascolto che rende disponibile il grande potere emotivo della Musica strumentale in tutte le forme, per offrire ai detenuti la possibilità di vivere e percepire il valore primario ed essenziale della loro struttura affettiva, al fine di riallacciare fili emotivi interrotti e limitare gli effetti di odio e risentimento che in quei luoghi estremi si respirano quotidianamente.

«Nell’immaginare il progetto CO2 ho sempre pensato di operare in modo laico, al servizio dell’arte della Musica. Lo scopo del progetto CO2 non è stato infatti orientato da alcun buonismo di fondo. E’ un progetto che ha la precisa mira di dare libertà interiore alle persone di tutte le nazionalità e religioni recluse negli istituti di pena, e di farlo utilizzando l’arte della Musica come mezzo per aprire il sentire emotivo individuale, e i suoi poteri evocatori sulla struttura affettiva per dare intimo sollievo ed apertura. Il tutto per rimettere in moto un processo di piena autopercezione emotiva al fine di evitare che i detenuti debbano vivere oltre alla carcerazione fisica, anche la ‘carcerazione interiore’».

Così Franco Mussida racconta come ha immaginato CO2, individuando un tramite immediato che aiuti ad illuminare di maggiore coscienza l’area del mondo emotivo dei detenuti, aprendo porte e possibilità di farci entrare riflessioni sulla loro detenzione, con tutte le possibili ricadute positive che ciò comporta.

Franco Mussida ha assegnato però due altri importanti obiettivi collaterali al progetto. Tra le altre finalità non marginali del progetto c’è:

– fornire un supporto trattamentale agli educatori e alle equipe che operano negli istituti, tramite uno strumento artistico quale la Musica;
– migliorare il clima degli istituti carcerari, avvicinando sul piano umano gli agenti della polizia penitenziaria (anch’essi di fatto ‘reclusi’ all’interno dei loro luoghi di lavoro);
– aprire grazie al potere unificato della Musica la percezione di spazi di uguaglianza affettiva e di comprensione reciproca, pur nel rispetto dei singoli ruoli e competenze.

Ciò che contraddistingue il metodo di ascolto CO2 dalle comuni audioteche è l’offrire una chiave di autopercezione del sentire individuale, l’offrire del tempo di qualità per i detenuti e l’essere occasione di vivere i propri sentimenti in profondità. Il cuore del progetto sono particolari audioteche divise per stati d’animo.

Audioteche che hanno precise procedure di consultazione e una innovativa chiave di utilizzo che consente ai detenuti di esercitare l’ascolto del proprio stato d’animo prima ancora di ascoltare Musica, di sceglierlo e verificarlo ascoltando una Musica capace di evocarlo, di farlo vivere per affinità, per simpatia (nell’originale significato etimologico della parola, sympátheia, der. di páthos ‘affezione, sentimento’, col pref. syn- ‘con, insieme’) e di valutare il suo effetto. I detenuti avranno così modo di auto – osservarsi prima, durante e dopo l’ascolto.

I 27 stati d’animo sono riassunti in 9 grandi famiglie emotive di riferimento. Attraverso questo metodo di ascolto, i detenuti imparano a considerare e a nominare l’insieme di queste famiglie orientandosi tra di loro anche in base al proprio soggettivo temperamento.

Tutta la procedura di ascolto e valutazione si svolge attraverso dei tablet, un computer con un database che contiene attualmente circa 2000 brani, e un router che collega database e tablet. Qualsiasi operazione che i detenuti fanno sul tablet viene memorizzata e catalogata.

I brani presenti in ciascun audioteca sono stati suggeriti e associati a specifici stati d’animo da musicisti, giornalisti, docenti e personalità di rilievo in ambito musicale e non solo.

Il progetto nel suo insieme, con il sistema di catalogazione e valutazione che costituiscono un preciso metodo di ascolto, è stato immaginato da Franco Mussida che già dal 1988, presso il carcere di San Vittore all’epoca diretto da Luigi Pagano, iniziava a sperimentare i poteri della musica sulla struttura affettiva dei detenuti tossicodipendenti. Il suo lavoro di ricerca, consultabile ne “La Musica ignorata” (2013, Ed. SKIRA) e ne “Le chiavi nascoste della Musica” (2016, Ed. SKIRA) è anche la base del progetto CO2.

Un lavoro che è consistito nell’individuazione e poi nell’uso della Musica e dei suoi codici emotivi sia come elemento stimolatore del sentire individuale sia come osservatorio per la ricerca dei massimi comuni denominatori che rendono perfettamente osservabile il legame tra l’oggettività della comunicazione musicale e la soggettività dell’ascoltare.

L’osservazione di questo rapporto non solo rivela dati importanti sulla struttura affettiva della persona che ascolta Musica, ma permette di osservare come un uso costante di questo metodo di ascolto possa esercitare un effetto positivo sul comportamento individuale e sociale dell’individuo che vive la carcerazione.