E che ne sanno….?

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FANO – E i decreti, la fase x della fase 1 e 2? I bonus, il VIRUS, le mascherine, il monopattino e la cassaintegrazione con l’inps ingolfata e i consulenti che stanno a fare calcoli machiavellici che pure i gestionali fumano grigio, il Mes, il turismo, cosa ne sarà dell’Italia nei prossimi mesi, il 41 bis e le intercettazioni.

Parole confuse che si accavallano nei pensieri, nella mente e che sono al di là di ogni equazione mentale e poi i pennelli con cui si dipinge lo scenario attuale. Le pennellate più o meno forti ma si tratta di questi riferimenti. Ora l’epoca è della fine forse emergenza e ritorno alla graduale normalità che avrà come x e y lo spazio ed il tempo insostituibili e altre tante variabili che sono entrate in una congestione non di poco conto sullo sfondo del dolore e della malattia, della crisi economica possibile.
Tritacarne emergenza.

E i prati che ne sanno, i fili d’erba che crescono lucenti al sole, abbronzati i fiori che prendono colore e mischiano l’arancio con il giallo, il rosso al fucsia, i gerani violacei e le rose pompose che di maggio sfidano ogni concorrente. Il cielo azzurro, le colline distese tagliate a nuovo, il fruscio del vento che mormora ai rami inondati di chiome e poi le onde che sbattono e in lontananza schiumano di bianco.
Che ne sanno loro? Che ne sanno le rondini che fanno un frastuono da dentro la Chiesa, la mattina, a disegnare ricami in cielo. Il merlo che saluta ad ogni ora impilato sui tetti, nelle antenne senza stancarsi e canta, canta, canta lui imperterrito con melodie di spartiti inventati ma inimitabili.
Che ne sanno le api che impollinano, i tramonti e le albe che infiammano e sceneggiano l’orizzonte?

E a star con loro a fondersi con il verde, camminando e guardando verso su, verso l’alto si fa a perder memoria del mondo fuori o meglio del mondo degli umani che essi si costruiscono.
E si gioca a divenire fiore, raggio o vento, calore che scalda la pelle e lieve l’abbronza.
Come in un film, tutto passa da un sipario all’altro con una coscienza mutata come mimi di realtà lontane e diverse.

E ti ritrovi all’improvviso a non sapere nemmeno tu dell’altro. Che ne sanno e che ne so? Perderesti rigida concezione per ritrovare la felicità!