E’ quanto emerge dai primi esiti delle perizie, in parte acquisite, che la Procura di Ancona ha affidato a due consulenti per fare luce sulle cause della tragedia. Una responsabilità, per l’accusa, che sembrerebbe di tipo tecnico e a cui si affiancherebbe quella dovuta a progetti non abbastanza dettagliati sulla posizione corretta del cavalcavia.
A tali criticità, per la Procura se ne aggiungerebbe una legato alla sicurezza: nel cantiere sarebbe stato previsto un piano relativo a questo aspetto solo nella fase successiva al posizionamento del ponte e non durante. Intanto sono state archiviate le posizioni di due dei 42 indagati (38 persone fisiche e quattro società) che non hanno partecipato alla progettazione.
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