Concerto della Wunderkammer Orchestra ad Ancona: un successo

21

PESARO – Sala gremita e grande successo ieri pomeriggio – domenica 9 febbraio – al Teatro Sperimentale di Ancona per il concerto della Wunderkammer Orchestra nell’ambito della Stagione Concertistica degli Amici della Musica “Guido Michelli” di Ancona. Terza stagione consecutiva per l’ensemble pesarese agli Amici della Musica di Ancona. Programma molto originale, metà del quale costituito da musica contemporanea e da brani in prima esecuzione assoluta.
Ben 18 i compositori rappresentati: Biber, Beethoven, Mendelssohn e i viventi Matteo Angeloni, Claudio Rastelli, Paolo Marzocchi, quest’ultimo anche direttore artistico WKO, e i 12 bambini di età prescolare i quali – nell’ambito di un progetto di vera avanguardia elaborato da Marzocchi con Sonia Peana presso la Fondazione Mast di Bologna – hanno “guidato” il compositore nella realizzazione delle Little Symphonies la cui esecuzione dei singoli pezzi è stata resa ancor più viva dai “commenti” in diretta della illustratrice della WKO, la giovane e bravissima Agnese Franchini, che sulle note dell’orchestra dipingeva in tempo reale personaggi e situazioni delle sinfonie.
Di grande valore musicale la Passacaglia, composizione in prima assoluta di Marzocchi, sapiente, moderna e suggestiva rielaborazione di musiche secentesche di Biber, commissionata dagli Amici della Musica di Ancona, assolutamente vincenti col loro direttore artistico Guido Barbieri nell’avere scommesso su un programma e sul modo originale, divulgativo e spettacolare di fare musica che caratterizza ormai tutte le uscite della WKO.
Per la prima volta si esibiva come primo violino dell’ensemble Federica Vignoni, già scelta da Claudio Abbado nei ranghi dell’Orchestra Mozart, la quale ha entusiasmato colleghi e pubblico per livello artistico, intensità dell’interpretazione e doti di leader. Molto elevato il livello complessivo dell’ensemble, costituito da prime parti che hanno offerto diversi momenti di entusiasmante performance.
Debuttava ad Ancona il pianista Marco Vergìni, musicista raffinatissimo dotato di tecnica ed espressività fuori dall’ordinario, che nel giovanile concerto n. 2 di Beethoven offriva momenti di rara poesia per l’eloquio sempre fluido, elegante e immune da ostentato protagonismo. Nel primo movimento del concerto beethoveniano si inseriva una cadenza concertante commissionata dalla Associazione WKO a Claudio Rastelli, autore di un “tassello” trasognato e straniante evocativo, nella parte iniziale destinata al pianoforte, delle mitiche “arie del sonno” dell’età barocca per poi trasmodare in un linguaggio moderno eppure coerente con la partitura beethoveniana in cui andava a inserirsi. In conclusione, un ulteriore riuscitissimo anello dell’integrale beethoveniana dei concerti per pianoforte e orchestra del genio di Bonn che la WKO andrà a completare in questo 250° anniversario della nascita di Beethoven. Di particolare efficacia anche la coinvolta e sempre precisa conduzione di Carlo Tenan, direttore musicale dell’ensemble WKO, dotato di musicalità e pertinenza stilistica decisive per proporre i brani di musica contemporanea che più di altri abbisognano di alto livello esecutivo.
L’entusiasmo del pubblico ha salutato i bis di Marco Vergini (una intensa e delicata Bagatella del tardo Beethoven che richiamava il secondo movimento del giovanile concerto n.° 2) e dell’ensemble WKO, letteralmente sugli scudi dopo il coinvolgente tango ebraico “Ich hab kein Heimatland” (“Non ho patria”) di Friedrich Schwarz, che richiamava le atmosfere da cabaret della Berlino Anni Venti.