Camerino, esibisce Carta d’Identità manomessa: denunciato 24enne

CAMERINO- Nelle scorse ore, i militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Camerino hanno deferito in stato di libertà un giovane di 24 anni, residente a Tito (PZ), per il reato di falsità materiale commessa dal privato (artt. 477 e 482 del Codice Penale).
Durante un normale controllo alla circolazione stradale, il giovane ha esibito la propria Carta d’Identità Elettronica (CIE) ai militari operanti. Tuttavia, l’occhio esperto dei Carabinieri ha immediatamente rilevato un’anomalia strutturale sul documento: dal supporto plastificato era stato dolosamente rimosso il microchip integrato, il componente elettronico che custodisce i dati biometrici e garantisce l’autenticità del documento stesso.

Il documento è stato immediatamente ritirato e sottoposto a sequestro penale. L’Autorità Giudiziaria è stata informata dall’Aliquota Radiomobile, che sta procedendo con gli approfondimenti del caso.
Negli ultimi mesi, i reparti territoriali hanno registrato un preoccupante incremento di episodi simili. Sempre più spesso, i soggetti sottoposti a controllo tentano di rendere illeggibili i propri documenti digitali rimuovendo il chip, nell’erronea convinzione che ciò possa ostacolare l’identificazione certa o la consultazione delle banche dati.

L’Arma dei Carabinieri tiene a sottolineare con fermezza che:

  • È un reato penale: La manomissione o l’alterazione di un documento d’identità non è una banale “personalizzazione” o un danno accidentale, ma costituisce una palese violazione del Codice Penale.
  • Conseguenze gravi: Tali condotte comportano il sequestro del documento e il deferimento alla Procura della Repubblica, con il rischio di pesanti sanzioni e precedenti penali.
  • Inutilità della manomissione: Le moderne tecnologie in dotazione alle Forze di Polizia permettono l’identificazione dei soggetti anche in presenza di supporti danneggiati, rendendo vano ogni tentativo di eludere i controlli. L’integrità dei documenti d’identità è un presupposto fondamentale per la sicurezza pubblica. Ogni alterazione dolosa verrà perseguita con il massimo rigore normativo.