Analogamente a Pedaso, i militari della locale Stazione Carabinieri hanno denunciato per atti persecutori un giovane classe 1990 di Ascoli Piceno, pregiudicato, il quale da circa due mesi inviava messaggi telefonici molesti e minatori alla sua ex convivente.
A Montegranaro invece i Carabinieri della Stazione hanno denunciato un foggiano già noto per altri precedenti, che da alcuni mesi sottoponeva a maltrattamenti la compagna, culminati in un’aggressione fisica il primo dell’anno. Anche in questi casi è stato attivato il c.d. codice rosso. Chi agisce in modo persecutorio è caratterizzato dai seguenti atteggiamenti e comportamenti: assillante; molesto; ossessivo; minaccioso; violento: verbalmente, fisicamente, psicologicamente; ricattatorio; denigratorio. Anni di vessazioni e persecuzioni annichiliscono lo spirito della vittima ma riconoscere di essere una vittima è il primo passo per reagire efficacemente e riprendere il controllo sulla propria esistenza in modo particolare quando si tratta di soggetti minorenni. Per non cadere vittima di vessazioni e persecuzioni è fondamentale mantenere un atteggiamento critico e non fidarsi immediatamente di un estraneo per quanto simpatico e inoffensivo possa sembrare. All’inizio di una relazione amorosa si tende ad isolarsi per viverla pienamente. Tale isolamento deve comunque essere momentaneo e presto la coppia si deve integrare con amici e parenti di entrambi. In caso di vessazioni e persecuzioni è necessario rivolgersi ai centri antiviolenza presenti sul territorio e alle forze dell’ordine per segnalare tali atti, che sono reati contro la persona, e non temere quindi di sporgere denuncia. Evitare ogni contatto con il persecutore: il comportamento da tenere deve essere distaccato poiché ogni atteggiamento che sia gentile o rabbioso viene frainteso. Cambiare le proprie abitudini è difficile ma si rende necessario in caso di vessazioni e persecuzioni per evitare di diventare una facile preda. Non isolarsi, non rimanere da soli. Quando è possibile risulta utile farsi sostenere da un gruppo e da un centro antiviolenza. Parlare e condividere la propria esperienza è un modo per affrontare la violenza che si sta subendo. Affidarsi con fiducia alle strutture antiviolenza e alle forze dell’ordine seguendo tutte le indicazioni date. Tali istituzioni e associazioni sono presenti sul territorio e si possono contattare telefonicamente al numero di emergenza 112 e a quello antiviolenza e stalking 1522 (gratuito, attivo h24, il call center accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking) anche in modalità anonima.
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