Aperto l’Ospedale di Comunità di Ascoli dell’Azienda Sanitaria Territoriale Picena

 

Realizzato nel complesso ‘ex Luciani’, dispone di 18 posti letto.Oggi l’inaugurazione con il presidente della Regione Marche Acquaroli e il sottosegretario Albano. Finanziato con fondi Pnrr per un importo di oltre 2,5 milioni di euro

ASCOLI PICENO – Con 18 posti letto autorizzati per il ricovero, è stato aperto questa mattina, nel complesso ‘ex Luciani’, l’Ospedale di Comunità di Ascoli dell’Azienda Sanitaria Territoriale picena, il primo nelle Marche. Realizzata con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per un importo complessivo di 2.699.873 euro, la struttura sociosanitaria è stata inaugurata alla presenza del presidente, Francesco Acquaroli, del sottosegretario al Ministero dell’economia e delle finanze, Lucia Albano, degli assessori regionali alla Sanità Paolo Calcinaro e al Bilancio Francesca Pantaloni.

E ancora  del sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, del direttore generale dell’Ast di Ascoli, Antonello Maraldo, della senatrice Elena Leonardi, dei consiglieri regionali Andrea Maria Antonini, Andrea Assenti e Andrea Cardilli, del presidente della conferenza dei sindaci dell’Ast di Ascoli, Daniel Matricardi, e del presidente dell’Ordine dei medici di Ascoli, Fiorella De Angelis.

Presente anche il vescovo di Ascoli, Gianpiero Palmieri, che ha impartito la benedizione

al nuovo ospedale dove sono già stati trasferiti i primi pazienti, circa una decina, provenienti dal reparto aperto nel giugno 2024, in forma sperimentale e propedeutica all’avvio della struttura ora realizzata e operativa, nell’ex palazzina malattie infettive del ‘Mazzoni’.

Costruito nell’area immediatamente dietro la palazzina che ospita la guardia medica, la residenza sanitaria assistenziale (Rsa), la residenza protetta (Rp), i servizi psichiatrici territoriali e residenziali, il centro diurno ‘Il Sentiero’ e la Centrale operativa territoriale (Cot), l’Ospedale di Comunità (previsto dal Decreto ministeriale 77/2022 che definisce nuovi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Ssn e che è stato recepito dalla Regione Marche con la DGR 559 del 2023) è una struttura sociosanitaria e di ricovero a gestione prevalentemente infermieristica.

Può contare su un supporto medico garantito da medici di assistenza primaria, mentre l’organico di personale dedicato è formato da 6 infermieri e 6 operatori sociosanitari gestiti da un coordinatore, oltre a 2 fisioterapisti.

Svolge una funzione intermedia tra il domicilio e le unità operative di ricovero per acuti, con le finalità di prevenire ricoveri impropri e facilitare le dimissioni protette per i pazienti cronici e/o fragili che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica. I pazienti vi accedono, o su proposta del medico di medicina generale, o dello specialista ambulatoriale e ospedaliero, o del medico di Pronto soccorso.

Le dichiarazioni

“L’inaugurazione di oggi – sottolinea il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – non è solo il taglio di un nastro, quello del primo Ospedale di Comunità nelle Marche, ma l’avvio concreto di un nuovo modello di sanità territoriale. Dopo anni in cui il territorio è stato gradualmente depotenziato, stiamo finalmente invertendo la rotta: l’obiettivo è riportare la cura vicino ai cittadini, ridando centralità ai servizi locali attraverso strutture come questa.

Per troppo tempo il sistema ha spinto ogni necessità verso gli ospedali, sovraccaricando i reparti per acuti con prestazioni che devono trovare risposta altrove. Gli Ospedali di Comunità nascono proprio per questo: gestire la cronicità e le cure intermedie, permettendo ai grandi ospedali di concentrarsi sulle emergenze e di accelerare lo scorrimento delle liste d’attesa.

Questo risultato conferma la solidità della nostra programmazione e la capacità di trasformare le risorse in servizi reali. Nonostante i timori sollevati circa la tenuta dei fondi comunitari, i fatti dimostrano che il sistema è solido e che stiamo rispettando i target previsti. Lavorando come un unico sistema regionale, unendo le forze tra le diverse aziende, riusciremo a dare risposte ai bisogni dei nostri cittadini e dei pazienti più fragili”.

“Il Pnrr – continua il sottosegretario Lucia Albano – rappresenta l’occasione storica per ridisegnare la nostra sanità: con l’obiettivo nazionale di 1.038 Case di comunità e 307 Ospedali di comunità, stiamo riportando la cura nel cuore dei territori. Qui ad Ascoli, la riqualificazione di un immobile da tempo inutilizzato e la sua trasformazione in un presidio moderno dimostrano come la rigenerazione urbana possa generare un altissimo valore economico, sociale e ambientale”.

“Questa aperturadice l’assessore Calcinaro – è un passo decisivo all’interno di un percorso che ci porterà a realizzare 9 Ospedali di Comunità e 29 Case di Comunità in tutta la regione.

Voglio ribadire che il nostro sistema è solido: non perderemo alcun finanziamento e rispetteremo i target previsti, garantendo il completamento delle opere. Questa struttura, dotata di posti letto per degenti stabilizzati, nasce con una funzione strategica: creare una rete di cure intermedie a supporto anche dei Pronto soccorso. L’obiettivo è offrire una risposta concreta al territorio e, allo stesso tempo, contrastare il fenomeno dello stazionamento dei pazienti in barella nei corridoi (boarding), favorendo dimissioni protette e appropriate.

Per rendere questi servizi realmente operativi, abbiamo varato un piano di 383 nuove assunzioni straordinarie, principalmente infermieri, al di fuori dei tetti di spesa ordinaria. Non si tratta di semplici sostituzioni o stabilizzazioni, ma di personale nuovo dedicato a queste strutture, per trasformare gli investimenti in un’assistenza sanitaria più efficiente per tutti i nostri cittadini”.

“L’apertura dell’Ospedale di comunità di Ascolicontinua l’assessore Pantalonirafforza la rete dell’assistenza territoriale e introduce un livello intermedio di cura tra ospedale e domicilio. È una struttura pensata per i pazienti fragili, che consente di ridurre ricoveri impropri e accompagnare meglio le dimissioni. Un investimento che migliora l’organizzazione dei servizi e rende la sanità più vicina ai bisogni reali del territorio”.

“Quello di Ascoli – evidenzia il sindaco di Ascoli Fioravantiè il primo Ospedale di Comunità realizzato, dei nove finanziati nelle Marche, per rispondere a un’esigenza nuova: l’invecchiamento della popolazione.

Le famiglie hanno oggi maggiore bisogno, oltre che degli ospedali per acuti, anche di strutture per le cure intermedie post ricovero. La sanità territoriale, dunque, è sempre più importante, e l’interazione tra Comuni, Ast e Regione ha lo scopo di dare risposte nuove a problemi nuovi”.

Realizzare un’opera pubblica in Italia non è mai una cosa facile, rispettare i tempi senza costi aggiuntivi costituisce una vera impresa – conclude il direttore generale dell’Ast, Antonello Maraldo -. Per questo voglio ringraziare chi lo ha permesso: l’ufficio tecnico con in particolare l’ingegnere Giovanni Ferrari, la ditta Elettro Stella e il suo titolare Luca Luciani, la Regione e il Comune di Ascoli che hanno effettuato le necessarie verifiche tecniche e sanitarie in tempi record. Da parte mia ho spinto il giusto e ho coordinato i vari soggetti in campo. L’inaugurazione di oggi con i pazienti già dentro è sintomo di efficienza gestionale che ascrivo al personale sanitario. Ho alle spalle una lunga carriera, ma questo risultato è uno dei più importanti che abbia mai conseguito”.