Nel corso delle verifiche è emerso che i titolari dell’attività, un uomo e una donna entrambi 41enni residenti nel capoluogo, detenevano all’interno dei locali per la successiva somministrazione ai clienti, circa 35 kg di carne ovina del tutto priva degli elementi idonei ad attestarne la rintracciabilità. A carico dei responsabili è stata contestata una sanzione amministrativa di 12.000 euro per violazione della normativa sulla trasparenza della filiera alimentare.
L’intero quantitativo di carne è stato contestualmente sottoposto a sequestro amministrativo. L’operazione si inserisce in un più ampio dispositivo di vigilanza volto a salvaguardare la salute dei consumatori e a garantire il rispetto dei rigidi standard di qualità e tracciabilità imposti dalla legge, a maggior ragione in un periodo di forte affluenza turistica per le aree montane del territorio
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