Nel luglio scorso avevano truffato due ristoratori, nel centro storico di Fermo e a Porto San Giorgio. Prenotando telefonicamente una finta cena per una decina di persone per festeggiare un parente, richiedevano in modo specifico un tipo di vino francese, un Bordeaux.
Una storia resa credibile da vari dettagli. Le ‘clienti’ indicavano anche dove poter comprare il vino, un’inesistente “enoteca abruzzese” che poteva consegnarlo a domicilio. Alla consegna del vino, una confezione chiusa di 6 bottiglie, venivano saldati 500 euro a una donna, che poi spariva. Il vino però era di qualità dozzinale, del valore massimo totale di 5-6 euro a bottiglia. E ovviamente nessuno si presentava alla cena.
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