“In presenza di un dolore profondo, di stress e stanchezza” bisogna fare in modo che queste “non si tramutino in rassegnazione che è però difficile da respingere”.
Il pensiero di Matteo Renzi va alle popolazioni colpite dal nuovo terremoto, sottolineando che è “un popolo che sta vivendo da settimane in condizioni di precarietà fisica. Lo dico con la consapevolezza che tutti gli italiani che hanno sentito il terremoto sanno perfettamente l’impressione che il sisma ha fatto anche in città lontanissime dove le persone sono scese in strada per mettere al sicuro i bambini. Ora è il momento dell’affetto e della solidarietà per il dolore di gente che da due mesi a oggi vive paura e preoccupazione questa terribile pagina del Paese”.
Il premier ha poi aggiunto: “Le popolazioni del territorio devono sapere che abbiamo bisogno di prendere un impegno chiaro: tutto sarà ricostruito in tempi certi. Ciò che serve lo prendiamo e se serve di più l’Italia non lesinerà nella ricostruzione dei luoghi che sono l’anima del nostro paese e se l’anima è inquieta anche il resto del paese sta male”. Renzi ha detto no “a qualsiasi impedimento tecnocratico”: “Non faremo sconti di nessun genere e chiederemo forte alle popolazioni di aiutarci”.
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