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Stufe e camini, si rischiano multe salate: se vivi in queste città non puoi usarli

La crescente attenzione verso la qualità dell’aria ha spinto diverse regioni ad adottare misure restrittive sull’utilizzo di stufe e camini.

Queste normative mirano a contenere le emissioni di CO2 e altre sostanze inquinanti, con multe salate per chi non rispetta i divieti. Vediamo quali sono gli apparecchi interessati e le regioni che hanno introdotto tali limitazioni.

L’attenzione verso la tutela ambientale ha portato a un inasprimento delle regole sull’uso di sistemi di riscaldamento a combustione legnosa. In particolare, sono vietati i dispositivi che superano determinati limiti di emissioni di particolato fine (PM10) e anidride carbonica (CO2), responsabili dell’inquinamento atmosferico e del peggioramento della qualità dell’aria, soprattutto nei centri urbani.

Le stufe e i camini più datati, quelli senza sistemi di filtraggio o con basse prestazioni energetiche, sono stati banditi in diverse aree del Paese. Le regioni del Nord Italia, come Lombardia, Piemonte e Veneto, sono state le prime a implementare queste misure, imponendo divieti anche temporanei durante i periodi di maggiore criticità ambientale, come nei mesi invernali.

Le sanzioni per chi non rispetta i divieti

Chi utilizza camini e stufe non conformi alle normative rischia multe che possono superare i 500 euro, oltre a sanzioni accessorie come il sequestro dell’apparecchio. Le autorità locali hanno intensificato i controlli, soprattutto nelle aree metropolitane dove l’inquinamento atmosferico rappresenta un grave problema di salute pubblica.

Oltre alle multe, alcune amministrazioni stanno incentivando il passaggio a sistemi di riscaldamento più efficienti e meno inquinanti, come le pompe di calore o le stufe a pellet di ultima generazione, caratterizzate da basse emissioni e alto rendimento energetico.

La situazione aggiornata nelle regioni italiane (www.marchenews24.it)

Lombardia ha esteso il divieto di utilizzo delle stufe a legna tradizionali nei comuni con più di 30.000 abitanti, con l’obbligo di sostituire gli apparecchi non conformi entro il 2026. Anche il Piemonte ha introdotto limitazioni simili, accompagnate da campagne di sensibilizzazione e incentivi per la rottamazione degli impianti più inquinanti.

Nel Veneto, le restrizioni sono state rese più stringenti in occasione dei picchi di smog, con divieti temporanei che si attivano automaticamente in base agli allarmi ambientali. Altre regioni come Emilia-Romagna e Toscana stanno valutando di adottare provvedimenti analoghi, in linea con gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni entro il 2030.

Il quadro normativo nazionale, rafforzato anche dalle direttive europee, punta a ridurre drasticamente l’uso di fonti energetiche più inquinanti, favorendo un progressivo abbandono di camini e stufe a legna tradizionali a favore di soluzioni più sostenibili.

Le nuove regole riflettono un cambiamento culturale e tecnologico nell’ambito del riscaldamento domestico, con un’attenzione crescente verso la qualità dell’aria e la salute dei cittadini, soprattutto nelle grandi città dove l’inquinamento atmosferico rappresenta una delle principali emergenze ambientali.

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TooBee

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