Tra gli altri fattori figura l’estensione del territorio colpito, che si è ampliato con il sisma di fine ottobre, il ritardo nelle schede di rilevazione del danno (“abbiamo avuto oltre 100mila richieste”), la conformazione e la fragilità del suolo che hanno reso difficile l’individuazione delle aree idonee per posizionare le casette.
Piccinini è comunque ottimista: “Sono in dirittura d’arrivo gli appalti per i lavoro di urbanizzazione di due aree ad Arquata del Tronto, faranno da apripista a tutti gli altri”.
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