Sant’Angelo in Vado: sventata truffa ad anziana e restituita la refurtiva

SANT’ANGELO IN VADO (PU) – Nei mesi scorsi, un’efficace e tempestiva azione sinergica tra le forze dell’ordine, permise di fare luce su una truffa ai danni di una 77enne, residente a Sant’Angelo in Vado (PU), e di recuperare l’intero bottino asportato.

I fatti si erano verificati il 20 aprile scorso a Sant’Angelo in Vado, quando una persona anziana riceveva, sull’utenza fissa di casa, una telefonata da un finto carabiniere, che le faceva credere che la sua autovettura era stata utilizzata per commettere una rapina in una gioielleria.
Successivamente, due persone raggiungevano l’abitazione dell’anziana, e qualificatisi come marescialli dei carabinieri, si facevano consegnare denaro e gioielli (per un valore totale di circa 7mila euro), da controllare, poiché verosimile provento della finta rapina.

La donna però, dopo che i finti carabinieri si erano allontanati, comprendeva di essere stata vittima di una truffa e dava l’allarme. Venivano quindi avvisati i carabinieri veri, quelli della stazione di Sant’Angelo in Vado.
L’immediato intervento dei Carabinieri ha consentito di avviare tempestivamente le indagini e, attraverso l’esame dei sistemi di videosorveglianza e “Targa System”, di individuare l’autovettura in uso ai presunti truffatori, che avevano nel frattempo raggiunto il casello autostradale di Orte.

Venivano quindi diramate le ricerche dell’autovettura, chiedendo in particolare la collaborazione della Sezione Polizia Stradale di Frosinone.

Proprio una pattuglia della polizia stradale riusciva ad intercettare e bloccare il veicolo lungo l’autostrada A1, all’altezza del comune di Anagni (FR). La perquisizione personale e veicolare permetteva quindi di recuperare l’intera refurtiva asportata alla vittima.
I due occupanti del mezzo, pregiudicati campani ventenni, sono stati deferiti in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di truffa aggravata e ricettazione.

A coronamento dell’attività d’indagine, nei giorni scorsi, presso la Stazione Carabinieri di Sant’Angelo in Vado, alla presenza dei militari dell’Arma, del personale della Polizia Stradale di Frosinone, della Polizia Locale e del Sindaco Giuseppe Rossi, tutti i preziosi sono stati riconsegnati alla legittima proprietaria, che ha espresso estrema gratitudine a tutti quelli che hanno permesso che questa vicenda avesse un positivo epilogo.
Si precisa che gli indagati sopra richiamati sono da ritenersi innocenti, fino a definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza passata in giudicato.

In questo, come in tanti altri casi, l’immediata attivazione delle forze di polizia, quando si ritiene di essere stati vittima di una truffa, ha permesso di individuare nell’immediatezza i presunti autori e recuperare la refurtiva. Per tale motivo, l’Arma dei Carabinieri invita tutti a chiamare immediatamente il numero di emergenza “112”, quando si ritengano vittima di truffe o di qualsiasi altro reato.