San Severino, uno scorcio di Castello al Monte in un murales in Argentina

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Una famiglia argentina, con avi originari di San Severino,  ha fatto realizzato un murales nel  patio di casa a Chabas

SAN SEVERINO MARCHE – Uno scorcio di Castello al Monte e una pianta fiorita, simbolo di speranza e di rinascita. Si dice che la lontananza, a volte, faccia aumentare il desiderio di tornare in un determinato luogo cui si è legati. Questo desiderio una famiglia argentina, che oggi vive nella provincia di Santa Fe ma i cui avi sono originari proprio di San Severino Marche, lo ha voluto addirittura immortalare in un murales fatto realizzare da un giovane pittore nel grande patio di casa, a Chabas, per sentire la vicinanza a quella straordinaria terra, l’Italia, per la quale il cuore di molti continua a battere.
I protagonisti di questa insolita e intensa storia sono Emiliano ed Evangelina e la loro piccola Anna: “Abbiamo visitato la vostra città cinque anni fa perché la nonna di Emiliano, Maria Venturini, era originaria di lì. Poi, una volta tornati a casa, abbiamo deciso di lasciare un segno che ricordasse in qualche modo le nostre origini. Ogni volta che usciamo in cortile, ora, pensiamo un po’ a voi”.
La storia che arriva a noi da chilometri e chilometri di distanza racconta dei trascorsi delle famiglie Marinozzi e Venturini ma anche dei Rogani e dei Gubinelli. Di viaggi verso una terra dove un tempo si andava in cerca di lavoro e di speranza ma anche di una città, San Severino Marche, che non è certo facile da dimenticare quando si è lontani.
La nonna di mio marito, che di cognome fa appunto Marinozzi – spiega Evangelina –
insieme a suo padre e diversi fratelli tanto tempo fa è venuta in Argentina in cerca di benessere a causa della guerra. Per la nonna Maria è stato molto difficile lasciare il resto delle sorelle e dei nipoti in Italia perché sapeva che forse non si sarebbero rivisti tant’è che così è stato. Ma l’amore, le radici, non vengono mai dimenticati ed è per questo che abbiamo deciso di realizzare questo murales a suo nome e per conto della famiglia. Lei ci ha trasmesso quell’amore straordinario per la sua terra che ora noi conserviamo e che un giorno tramanderemo sicuramente a nostra figlia”.